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Ha ancora senso parlare di Israele e Stati Uniti?
di Gabriele Germani
Scoppiano proteste in Albania contro l'investimento del genero di Trump in un'area naturalistica, la notizia riportata è talvolta che si tratti di investimenti di Trump, altre di Israele, altre volte si parla di neoliberismo o sionismo.
Ma queste etichette hanno senso?
"Il potere statale moderno non è che un comitato che amministra gli affari comuni di tutta la classe borghese"
Un comitato d'affari che deve garantire la borsa, la finanza e soprattutto le big tech: Palantir, Google, Amazon, META, i padroni del mondo.
Non importa che ai comizi dell'estrema destra colombiana ci siano bandiere israeliane, che Milei svenda il suo paese a capitalisti di questo o quel paese, che l'Hondurasgate ci racconti una trama di golpe e brogli o che il petrolio venezuelano da Cuba vada ora a Israele.
USA e Israele sono solo espressioni, icone, della piramide che il nuovo capitalismo post-crisi 2007 ha generato: un vertice con sopra i giganti dell'analisi dati e dell'intelligenza artificiale; mescolati ai vecchi poteri: i giganti del petrolio, dell'agroalimentare, del tabacco, del farmaceutico, banche e fondi di investimento.
I Donald Trump, i Milei o Obama sono maschere di una commedia dell'arte di questi poteri e gli Stati non sono che la polizia privata utilizzata per schiacciare la massa, noi, e il Sud Globale.
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