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03 giugno 2026
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USA: Corte Suprema penalizza elettori afroamericani
di Rico Guillermo

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha approvato, con una sentenza d'urgenza di 6 voti a 3, l'utilizzo da parte dell'Alabama di una mappa elettorale che elimina uno dei due distretti a maggioranza afroamericana dello stato nelle prossime elezioni di medio termine, ridisegnando immediatamente il panorama elettorale statale.

La decisione consente alla mappa contestata di rimanere in vigore nonostante le continue constatazioni legali che ne compromettono la forza elettorale degli afroamericani. Si tratta di un ulteriore intervento giudiziario che di fatto spiana la strada a un piano di ridistribuzione dei distretti che consolida i vantaggi politici riducendo al contempo la rappresentanza delle minoranze.

La sentenza giunge in un momento politicamente delicato, mentre l'Alabama si prepara alle elezioni federali con una mappa che, secondo i critici, consolida la disparità di rappresentanza e annulla precedenti provvedimenti giudiziari.

La sentenza non può essere disgiunta dalla recente tendenza della Corte Suprema a restringere le tutele previste dal Voting Rights Act, in particolare dopo la sentenza nel caso Louisiana contro Callais. Tale sentenza ha innalzato significativamente la soglia per la prova della discriminazione razziale, richiedendo ai ricorrenti di dimostrare una condotta discriminatoria intenzionale anziché una diluizione strutturale del potere di voto.

Nel loro insieme, questi sviluppi hanno rimodellato il quadro giuridico in cui vengono giudicati i casi relativi ai diritti di voto delle minoranze, spostando il potere dalla supervisione federale alle legislature statali nelle controversie sulla ridefinizione dei distretti elettorali.

Nella sua ultima decisione, la maggioranza conservatrice ha sostenuto che i tribunali di grado inferiore non hanno applicato correttamente i nuovi standard, tra cui l'obbligo di rispettare la "buona fede" del legislatore e di valutare se le mappe alternative soddisfino i cosiddetti parametri di riferimento neutrali per la ridefinizione dei distretti.

I critici sostengono che questi standard in continua evoluzione, nella pratica, indeboliscono i meccanismi di applicazione che in precedenza consentivano di contestare le mappe elettorali discriminatorie su base razziale.

A seguito del censimento del 2020, l'Alabama ha adottato una mappa dei distretti congressuali con sei distretti a maggioranza repubblicana e un unico distretto democratico, che costituiva anche l'unica circoscrizione elettorale a maggioranza nera dello stato.

Gli elettori neri hanno contestato la mappa, sostenendo che danneggia la loro influenza elettorale in violazione del Voting Rights Act. Un collegio di tre giudici federali ha dato loro ragione, ordinando la creazione di un secondo distretto in cui gli elettori neri avrebbero costituito la maggioranza o quasi la maggioranza.

La Corte Suprema ha confermato tale sentenza con una decisione del 2023, con 5 voti a favore e 4 contrari, rafforzando l'obbligo di una ridefinizione correttiva dei distretti.

Quando l'assemnblea dell'Alabama ha tentato di attuare una mappa rivista che manteneva ancora un solo distretto a maggioranza nera, i tribunali sono intervenuti, bloccandola e nominando un commissario speciale per disegnare una mappa conforme.

Quel piano, imposto dal tribunale, introdusse due distretti a maggioranza nera e fu utilizzato nelle elezioni del 2024, portando all'elezione di due rappresentanti democratici neri: un risultato considerato una parziale correzione a decenni di diluizione della rappresentanza.

A seguito della sentenza della Corte Suprema nel caso Louisiana contro Callais, l'Alabama ha cercato di ripristinare la sua precedente mappa elettorale del 2023, scatenando un nuovo scontro legale. Un collegio di tre giudici federali ha respinto il tentativo il 26 maggio, affermando di non poter giustificare lo svolgimento delle elezioni secondo un piano "viziato da un'intenzionale discriminazione razziale".

Nonostante ciò, l'ordinanza d'urgenza della Corte Suprema ora consente l'utilizzo della mappa contestata mentre il contenzioso è in corso, di fatto annullando l'ingiunzione immediata del tribunale inferiore e ripristinando la configurazione elettorale contestata. La decisione ha suscitato una veemente opposizione da parte dei tre giudici progressisti della Corte, i quali hanno avvertito che la sentenza mina sia la stabilità elettorale sia le fondamentali tutele del diritto di voto.

La giudice Sonia Sotomayor, con il sostegno delle giudici Elena Kagan e Ketanji Brown Jackson, ha contrapposto due possibili percorsi per le elezioni in Alabama: uno basato su una mappa elettorale consolidata e supervisionata dalla Corte, che tutela il potere di voto degli afroamericani, e un altro costruito su una nuova configurazione imposta di recente, precedentemente bloccata per motivi discriminatori.

L'opposizione ha avvertito che la decisione della maggioranza avrebbe generato disagi amministrativi, imponendo rapidi cambiamenti ai sistemi di registrazione degli elettori e alle infrastrutture elettorali in tempi estremamente ristretti, e aggravando al contempo l'incertezza sulla legittimità del processo elettorale.

L'Alabama ha già modificato il proprio calendario elettorale: la governatrice repubblicana Kay Ivey ha rinviato quattro primarie per il Congresso ad agosto, in attesa dell'attuazione della nuova mappa elettorale.

Si prevede che la ridefinizione dei distretti elettorali modificherà gli esiti delle elezioni, riducendo la rappresentanza politica degli afroamericani e consolidando al contempo i distretti a maggioranza repubblicana. Gli osservatori notano che la decisione rafforza una tendenza nazionale più ampia, in cui gli interventi dei tribunali determinano sempre più i confini della partecipazione politica stessa.

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