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Polpettonem per tutti!
di Elisa Fontana
I problemi geopolitici assillano il nostro governo, la crisi energetica non accenna a diminuire, le scellerate azioni di Donald&Bibi costringono la nostra caudilla ad esercizi estremi di equilibrismo, gli alleati di governo scalpitano cercando una autonoma visibilità, Vannacci è alle porte come Attila.
Insomma, i grattacapi non mancano di certo, ma la nostra Instancabile Ducerrima non ha paura e, con il piglio decisorio che abbiamo imparato a conoscere, sta affrontando l’unico vero problema che l’Italia si trova davanti, risolto il quale possiamo dire di avere la situazione in pugno: la nuova legge elettorale.
Ma come, direte voi, ancora? Non aveva presentato la nuova legge elettorale, il Melonellum, e poi l’aveva ripresentata per paura che le toghe rosse ci trovassero qualcosa di incostituzionale? Certo, l’aveva presentata e ripresentata e adesso la ri-ri-ripresenta, perché le zecche rosse sono sempre in agguato e non parliamo poi di Mattarella.
E sì, perché la caudilla ha finalmente preso coscienza che il pasticcio elettorale organizzato con una legge che discrimina elettori di serie B (quelli del Trentino e della Valle d’Aosta) ed elettori di serie A (tutti gli altri) avrebbe potuto avere come frutto avvelenato l’assegnazione del premio di maggioranza alla coalizione che avesse preso meno voti. E, dunque, occorre correre per riparare questo gran colpo di genio e in queste ore freneticamente si sta lavorando per poter cambiare la legge e presentare un Melonellum ter che, ad esempio, colleghi il voto trentino e valdostano al resto d’Italia.
Che nel frattempo ci regala altre chicche inestimabili, come, ad esempio, la totale mancanza di alternanza di genere nel listone bloccato nazionale che è un traguardo inestimabile raggiunto dalla prima presidente del Consiglio donna. Ma voi sapete bene che Giorgina ha un debole per le donne fattrici, ottime cuoche, casalinghe e riposo del guerriero. Sulle donne in politica il suo cuore batte solo per se stessa.
Insomma un Polpettonem, più che un Melonellum.
Ma bando alle malignità e veniamo alle cose serie, è il momento di fare una rivendicazione non più procrastinabile. A nome della Sicilia e dei siciliani vorrei alzare alto il nostro grido di dolore e di disinganno. Anche noi siamo una Regione a statuto speciale, siamo sede del più antico Parlamento del mondo i nostri politici sono equiparati ai deputati e spetta loro il titolo di onorevole (rigorosamente senza punto interrogativo).
Ma allora perché, perché solo il Trentino a la Valle d’Aosta sono stati ritenuti degni di un sistema elettorale a parte? Siamo forse noi i figli della serva che non possono aspirare ad un sistema elettorale sartoriale, tagliato su misura? Che finalmente tracci una linea Gotica che divida le nostre sicule minoranze linguistiche: chi si ostina a cianciare ancora di arancino e chi, correttamente, parla di arancina?
Anche noi abbiamo una dignità da difendere e che almeno qui, visto che altrove è impossibile, si raggiunga l’alternanza di genere e si faccia vincere l’arancina che è donna, alla faccia di tutti gli oscurantisti. Non ci importa delle ferrovie a binario unico, delle autostrade con i crateri, dei viadotti pericolanti, delle sagre della sarda sull’Etna. No! Noi vogliamo pari dignità con le altre Regioni a statuto speciale e un occhio particolare nella nuova legge elettorale.
Giorgina, ascolta benevola il nostro appello: se Polpettonem deve essere, che Polpettonem sia anche per noi!
 
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