Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
01 giugno 2026
tutti gli speciali

La Repubblica di fatto
di Elisa Fontana *

Nicola Zingaretti, intervistato dal Corriere della Sera, ci comunica che oggi per l’ottantesimo anniversario della nostra Repubblica davanti al palazzo di Bruxelles intitolato ad Altiero Spinelli, verranno letti gli articoli della Costituzione italiana. Iniziativa encomiabile, per carità, ma anche un po’ piaciona e formale.

Dico subito che comprendo il clima di festa, giustificatissimo, perché non è stato mai scontato che la Repubblica arrivasse fin qui, visti i numerosi e volenterosi picconatori che, a vario titolo, hanno cercato di riportarci indietro nella storia. E allora, benissimo oggi fare festa, benissimo le iniziative del Quirinale, applausi per la lettura della nostra Costituzione a Bruxelles. Oggi è festa e ce la godiamo.

Ma da domani sarebbe cosa del tutto necessaria non leggere la Costituzione, ma applicarla, perché altrimenti quel “di fatto” che Teresa Mattei si batté come una leonessa per aggiungerlo all’art. 3 sarebbe una feroce presa in giro: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando DI FATTO la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

Ecco, la nostra Costituzione era una enunciazione di principi scaturiti da due anni di dibattito nella Costituente e, ancor prima, da una guerra mondiale e da una lotta di Liberazione che ci ridiede la dignità di popolo. Toccava a noi italiani, come popolo e come classe politica fare diventare DI FATTO quelle nobili enunciazioni realtà per tutti. La domanda ineludibile è: ci siamo riusciti? La risposta è sotto gli occhi di tutti.

Certo, è innegabile che in 80 anni abbiamo fatto passi da gigante rispetto al Paese lacero e distrutto del dopoguerra, ma non credo che solo questo possa essere innalzato a stendardo sventolante della Repubblica. La domanda corretta deve essere se siamo riusciti a rimuovere gran parte degli ostacoli che non hanno permesso la totale applicazione della Costituzione.

E certo, tanta strada è stata fatta sul cammino dei diritti sociali e civili, dell’allargamento del benessere ad una platea sempre più ampia, della democrazia partecipata nelle fabbriche, nelle scuole, nella società. Ma con altrettanta onestà dobbiamo annotare che questa spinta propulsiva si è via via affievolita, i diritti ottenuti con grandi lotte e mobilitazioni sono stati pian piano svuotati, la giustizia sociale considerata non più una priorità e la voragine che si è aperta fra una maggioranza di “poveri” e una minoranza assoluta di super ricchi non è considerata una ferita viva della nostra stessa Costituzione.

Insomma, un indietreggiare impercettibile, ma continuo di gran parte del popolo che non partecipa più ai progressi e alle (eventuali) conquiste sociali. Ma non partecipa più nemmeno alla vita politica e al voto che ne è la sostanza.

Ecco, queste a me paiono oggi le domande urgenti da porsi e dopo averle poste dichiarare come si intenda procedere verso una puntuale applicazione di fatto della nostra Costituzione. Oggi festeggiamo, ma da domani queste domande saranno ineludibili per tutti coloro che la amano, altrimenti apriremo la strada a coloro che vedono in essa solo un nefasto accidente della storia. E non sono né pochi, né lontani.

* Coordinatrice Commissione Politica e Questione morale dell'Osservatorio


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale