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Siria alternativa di terra allo stretto di Hormuz
di Leandro Leggeri
Mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a produrre conseguenze sull'economia globale, Damasco cerca di trasformare la crisi in un'opportunità strategica.
Secondo un'analisi pubblicata da Foreign Policy, il governo siriano guidato da Ahmad al-Sharaa sta promuovendo un ambizioso progetto volto a fare della Siria il principale corridoio logistico, energetico e commerciale tra il Golfo Persico, l'Asia centrale e l'Europa.
L'idea nasce dalla vulnerabilità dimostrata dalle rotte marittime tradizionali. Con lo Stretto di Hormuz ancora soggetto a tensioni e il Mar Rosso attraversato da crescenti rischi per la navigazione, Damasco propone una rete di collegamenti terrestri basata su ferrovie, autostrade, oleodotti, gasdotti e infrastrutture digitali.
Al centro della strategia vi è la riattivazione del cosiddetto progetto dei "Quattro Mari", concepito anni fa per collegare Mediterraneo, Mar Nero, Mar Caspio e Golfo Persico attraverso il territorio siriano. Il piano prevede il rilancio di vecchi oleodotti tra Iraq e Siria, l'espansione del Gasdotto Arabo, il possibile ritorno del progetto Qatar-Turchia e nuove connessioni ferroviarie tra Aqaba, la Siria e la Turchia.
Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno già annunciato investimenti miliardari nel settore energetico e logistico siriano. Anche Washington sostiene il progetto attraverso l'allentamento delle sanzioni e l'ingresso di grandi compagnie energetiche statunitensi nel mercato siriano.
Damasco punta a presentarsi non più come teatro dei conflitti regionali, ma come piattaforma di integrazione economica capace di ridurre la dipendenza mondiale dai colli di bottiglia marittimi. Un obiettivo estremamente ambizioso che richiederà anni, forse decenni, ma che mostra come la geografia della guerra stia già influenzando la geografia del commercio.
Se il progetto dovesse concretizzarsi, la Siria potrebbe trasformarsi da paese devastato dalla guerra a nodo strategico delle nuove rotte energetiche ed economiche eurasiatiche.
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