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Libano: operazione "mirata" di Israele uccide innocenti
trad. di Antonella Salamone
Israele ha affermato di aver condotto ieri un "assassinio mirato" a Choueifat.
Ecco chi hanno ucciso.
Fatima Wehbe e la sua bambina, Zahraa, di soli tre mesi.
Una madre che tiene in braccio la sua bambina. Una neonata avvolta in coperte rosa.
Queste sono le persone di cui il portavoce militare israeliano si vanta dopo l'attacco. Questi sono i volti nascosti sotto le parole "precisione", "sicurezza" e "obiettivi terroristici".
Un'altra madre. Un'altra bambina. Un'altra "operazione riuscita".
Il nonno Hassan Saadoun e il suo giovane nipotino Youssef sono stati anch’essi uccisi dopo che un attacco israeliano ha preso di mira la loro motocicletta nel campo profughi palestinese di Al-Bas a Tiro.
“Il mio sposo è diventato
un martire prima che potessimo celebrare il nostro matrimonio”.
Così Duaa Mansour ha annunciato la morte del suo fidanzato, Moustafa Qassab, , ucciso durante la notte in uno dei bombardamenti israeliani su Tiro, insieme al padre Kamal Qassab e alla sorella Sireen.
Poche ore prima, semplici foto di una giovane coppia che si preparava al matrimonio, sorridenti, abbracciati e intenti a progettare un futuro insieme.
Un'altra famiglia spazzata via. Un altro matrimonio trasformato in lutto. Un altro futuro sepolto sotto le macerie e il fuoco nel Libano meridionale.
Nelle scorse settimane, la mia bacheca si è trasformata in un necrologio per i bambini e le persone del mio Paese massacrati da Israele.
Mi sono sentita in dovere di testimoniare la loro morte, di raccontare le loro storie, di annotare i loro nomi e di assicurarmi che non diventassero semplicemente dei numeri.
Mi sono sentita anche in dovere di denunciare i responsabili della morte di vite innocenti.
La giornalista (britannico-libanese) Hala Jaber su X
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