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La violenza che ritorna
di
Emma Buonvino
Effetto della violenza sulla psiche di chi la esercita, con riferimenti a esperti del settore sanitario e della psicologia:
● La violenza che ritorna: l'effetto della brutalità sulla mente dei criminali di guerra
Quando si parla di crimini di guerra, l'attenzione si concentra spesso — e giustamente — sulle vittime.
Tuttavia, è importante esplorare anche l'impatto psicologico su chi commette tali atrocità, non per giustificare, ma per comprendere le dinamiche profonde della violenza sistematica.
● Robert Jay Lifton, psichiatra e autore di The Nazi Doctors, ha studiato come i medici nazisti razionalizzassero le loro azioni durante l'Olocausto.
Lifton introduce il concetto di "situazioni produttive di atrocità", contesti in cui individui ordinari, non necessariamente psicopatici, possono commettere crimini efferati. Questi individui spesso subiscono una "disintegrazione personale", una frammentazione della propria identità morale, che può portare a gravi disturbi emotivi e psicologici.
● Kent Kiehl, neuroscienziato e autore di The Psychopath Whisperer, ha condotto studi su oltre tremila criminali incarcerati, utilizzando la risonanza magnetica per analizzare l'attività cerebrale.
Le sue ricerche evidenziano come la partecipazione a crimini violenti possa alterare le funzioni cerebrali legate all'empatia e al controllo degli impulsi, contribuendo a una spirale di violenza e alienazione.
● Louis Crocq, psichiatra militare francese, ha fondato le prime unità di intervento psicologico d'emergenza in Francia.
Nei suoi studi, Crocq sottolinea come i perpetratori di violenza possano sviluppare disturbi post-traumatici da stress (PTSD), simili a quelli delle vittime, manifestando sintomi come incubi, flashback e dissociazione emotiva.
● Anna Bonifazi, psicologa e comandante della Sezione psicologia investigativa del Reparto analisi criminologiche del RaCIS, si occupa di psicologia applicata alle indagini su crimini efferati.
Il suo lavoro evidenzia come la comprensione della mente criminale sia fondamentale per prevenire e intervenire efficacemente in casi di violenza estrema.
Conclusione:
La violenza esercitata non solo distrugge le vittime, ma corrode anche la psiche di chi la perpetra. Comprendere questi meccanismi è essenziale per sviluppare strategie di prevenzione e intervento efficaci. La consapevolezza e l'educazione sono strumenti potenti per interrompere il ciclo della violenza.
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