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26 maggio 2026
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Ucraina agisce alle spalle di chi la finanzia ma combatte pro Israele
di Roberto Preve

L'Ucraina ha mandato dei reparti speciali nel Mediterraneo e in particolare nel mare Egeo con il compito di sabotaggio, modello decima Mas.

Inutile mettere in rilievo i rischi per turisti e crociere se qualcosa fosse andato male e il piacere di avere il mediterraneo invaso dal petrolio, se tutto fosse andato secondo i piani.

Infine il carattere vile verso un paese, come la Grecia, che ha riempito Kiev di armi e soldi e si vede poi trattato come una repubblica delle banane e che ora, giustamente, pretende le scuse.

Kiev ha deciso di partecipare all'aggressione all'Iran, unico paese al Mondo a parte gli Emirati Arabi Uniti. Queste azioni sono rivendicate apertamente dal governo Zelensky che non conta molto ma è pur sempre il governo legittimo.

Sorvoliamo sull'appoggio ad Israele e sull'auspicio che Cuba sia invasa, cosa che chiede l'Ucraina. Ieri ha sepolto con funerali di Stato Melnyk, il collaboratore di Hitler che, a differenza di Bandera, neppure poneva condizioni, e che voleva una Ucraina senza ebrei, polacchi e russi e cioè senza il 40 per cento della popolazione nel 1941 e anche senza comunisti per arrivare al 70 per cento di abitanti genocidiati e che ha implementato i suoi piani in ogni modo.

Non entro neppure, ormai, nel merito che quel paese abbia messo fuori legge ogni partito, Comunista, Socialista o di sinistra che sia o sia stato elettoralmente rilevante. Le accuse a questi partiti di collaboratore con l'invasore russo sono assolutamente false, non reggerebbero una settima di fronte a qualsiasi nostro tribunale di cui ci si lamenta ogni giorno per l'eccesso di garantismo.

Fossero vere si capirebbe perché 4 milioni di Ucraini hanno preso il passaporto russo in quel paese binazionale, in cui il golpe di Maidan ha rotto ogni convivenza.

Perché come tutti sanno, la destra può mettere fuori legge la sinistra e la sinistra lo può fare con la destra, ma una nazionalità non può mai farlo con un'altra, in un paese binazionale, senza scatenare la guerra civile.

In questo contesto, esacerbato dalla necessità di chiedere agli Europei pesanti sacrifici economici, si colloca il massacro di alcune decine di ragazzi in un collegio russo frequentato tra l'altro da cittadini Ucraini di origine russa. Neppure entro nel merito. In guerra sono cose che succedono e che possono succedere.

Impressionante è però vedere i sostenitori dell'Ucraina negare l'evidenza e fornire spiegazioni false sull'avvenimento che sono poi diverse le une dalle altre. Già durante il massacro in un teatro in Russia non si erano fatte troppe domande sul perché gli attentatori fuggissero verso l'Ucraina. Così come sul sabotaggio di un gasdotto che riforniva la Germania.

Qui non abbiamo un caso di stupido svarione politico preso all'inizio di una crisi, non abbiamo Kautsky o Bernstein o Gramsci che sostengono la prima guerra mondiale per poi pentirsi, non abbiamo una componente del socialismo risorgimentale italiano che voleva la guerra, ma una precisa politica volta a far precipitare l'Europa in un conflitto totale contro la Russia e portata avanti CONTRO la popolazione Europea da una cricca imperialista che vede nella guerra l'unica via di uscita da una crisi economica altrimenti irreversibile.

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