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Una NATO islamica?
di
Leandro Leggeri
“NATO ISLAMICA” TRA HORMUZ E BAB EL-MANDEB? TEHERAN LANCIA L’IDEA, MA MANCANO CONFERME UFFICIALI
Un consigliere del ministro dell’Interno iraniano, Mohammad-Hassan Nami, ha dichiarato che i 57 Paesi musulmani potrebbero diventare “la più grande potenza mondiale” se uniti in una sorta di “NATO islamica”, fondata anche sul controllo di chokepoint strategici come lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb.
La notizia è stata rilanciata inizialmente da Iran International, media persiano apertamente ostile alla Repubblica Islamica e vicino agli ambienti dell’opposizione in esilio. Successivamente è stata ripresa da altri siti regionali, ma quasi sempre citando la stessa fonte originaria.
Al momento, tuttavia, non risultano conferme ufficiali da parte di organi dello Stato iraniano o dei principali media semi-ufficiali di Teheran come IRNA, Tasnim o Mehr. Questo rende prudente interpretare le parole di Nami come una dichiarazione personale o retorica più che come un vero progetto geopolitico operativo.
Resta però significativo il riferimento ai due principali chokepoint energetici della regione: Hormuz e Bab el-Mandeb. Nel pieno della crisi regionale e della guerra del 2026, Teheran continua infatti a presentare il controllo delle rotte marittime come una leva strategica centrale contro Stati Uniti e alleati regionali.
L’idea di una vera “NATO islamica” guidata dall’Iran appare comunque estremamente difficile da realizzare, viste le profonde divisioni tra Iran, monarchie del Golfo, Turchia e altri Paesi musulmani.
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