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Bilbao: influenza geopolitica, tecnologica e securitaria di Israele
di
Emma Buonvino
Influenza geopolitica, tecnologica e securitaria esercitata dallo Stato israeliano e dalle sue aziende nel settore della sorveglianza e della sicurezza.
Bilbao ha mostrato qualcosa che ormai sta emergendo in tutta Europa: la trasformazione delle forze di polizia in apparati sempre più militarizzati, addestrati a trattare il dissenso come una minaccia interna.
Le immagini delle cariche della Ertzaintza contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla hanno scioccato migliaia di persone, soprattutto perché quelle persone tornavano da un’esperienza di violenza e repressione già subita da parte dello Stato israeliano.
Dietro questi episodi non ci sono solo “errori operativi”, ma un modello politico e culturale preciso.
Da anni Israele esporta tecnologie di sorveglianza, sistemi di intelligence, software di controllo, armi cosiddette “non letali” e programmi di addestramento delle forze di sicurezza in molti paesi occidentali.
Un modello costruito sull’idea che sicurezza significhi controllo permanente della popolazione e repressione preventiva del conflitto sociale.
Quando governi europei acquistano queste tecnologie e adottano queste dottrine, il rischio è enorme: il cittadino non viene più visto come una persona da proteggere, ma come un potenziale nemico da monitorare, contenere e reprimere.
Per questo ciò che è accaduto a Bilbao non riguarda solo i Paesi Baschi o la Palestina. Riguarda tutti noi. Riguarda il futuro delle nostre democrazie, sempre più piegate alla logica della sorveglianza, della paura e della guerra sul “fronte interno”.
La risposta popolare scesa in piazza a Bilbao dimostra però che esiste ancora una società capace di reagire, indignarsi e difendere libertà, diritti e solidarietà internazionale.
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