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La strategia del cane pazzo
di
Loris S. Zecchinato
Per chi ha memoria e ha seguito le vicende "arabo-israeliane" da lungo tempo, il comportamento dei politici israeliani appare come "coerente" con una strategia che è stata esplicitata da Moshe Dayan negli anni '60 del secolo scorso (quindi parliamo di quasi 70 anni fa).
Moshe Dayan (generale e politico israeliano) disse: "Dobbiamo essere percepiti dal nemico come un cane pazzo, troppo pericoloso per essere disturbato"; egli era convinto che, in un ambiente ostile, la capacità di dissuasione fosse fondamentale: un avversario deve temere un risposta "assolutamente asimmetrica e catastrofica" portando all'estremo il concetto "dell'occhio per occhio".
Per cui, se tu, con l'obiettivo di crearmi danno (nello specifico di immagine), vieni a "disturbare" quello che sto facendo a Gaza, io ti mando contro la mia marina militare, non me ne frega niente se sei in acque internazionali (sono "pazzo") e ti do una "sonora lezione".
Tutto programmato, coerente, con i giusti effetti speciali e i cani pazzi "ammaestrati" che abbaiano, ululano, mordono, perdono bave dalla bocca... tutto bene orchestrato per rendere piu` realistica la reazione.
Lo fa da sempre, e` una scelta, un "modus operandi".
A questa "strategia" associa quella "dell'Opzione Sansone" che minaccia l'uso di armi di distruzione di massa (le bombe atomiche) come ultima risorsa, per trascinare con se` i nemici nella propria autodistruzione.
Ora risulta evidente (anche se c'e` ancora chi si sorprende e si indigna) che l'uso di "risposte estreme e pazze" genera a lungo andare necessariamente reazioni "estreme e pazze", in modo particolare se si ha a che fare con gruppi armati e non con Stati, composti in larga parte dai mariti, dai padri, dai figli e fratelli, dagli amici di quelli che hai massacrato prima.
Comportamenti estremi e "pazzi" generano isolamento internazionale, tanto più quando il "padrino" di Israele (colui che gli copre le spalle) sta perdendo posizioni e ha fallito (almeno per ora) l'obiettivo di essere il "gendarme del Mondo".
In un Mondo iperconnesso attraverso i "social" quelle azioni (estreme e quindi fortemente esecrabili) vengono amplificate generando repulsione e ostracismo generalizzato diretto verso uno Stato che pretende di essere "ebraico" rappresentante di tutti gli ebrei del Mondo, trascinando così "gli ebrei tutti" in quell'ostracismo che facilmente può trasformarsi in antisemitismo.
Comportamenti estremi e "pazzi", che a causa delle reazioni internazionali, creano un forte imbarazzo agli alleati e sostenitori di Israele.
E per concludere (anche per non dilungarmi troppo) anche "gli altri" possono decidere di rispondere in modo "estremo ed imprevedibile", annullando in questo modo la deterrenza di quella strategia: l'Iran che bombarda e distrugge le risorse degli alleati (manifesti e occulti) di Israele avvertendo così che i prossimi saranno (ad esempio) gli impianti di desalinizzazione di quel Paese e di quelli che lo appoggiano desertificando la regione...
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