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Francesca Albanese di nuovo a rischio sanzioni USA
di
Soumaila Diawara
Coraggio contro l’intimidazione politica.
Corte d’Appello federale di Washington ha restituito a Donald Trump il potere di colpire nuovamente Francesca Albanese con sanzioni politiche, sospendendo la decisione che ne aveva ordinato la revoca.
Solo pochi giorni fa, il Dipartimento di Stato americano era stato costretto a ritirare le sanzioni contro la Relatrice speciale ONU per i territori palestinesi occupati, dopo che un tribunale federale ne aveva riconosciuto l’illegittimità.
Ora però l’amministrazione Trump può riprendere la sua offensiva contro una funzionaria colpevole soltanto di denunciare le sofferenze del popolo palestinese.
Francesca Albanese viene trattata come una nemica solo per aver svolto il proprio mandato con coerenza e coraggio.
Questa decisione rappresenta un attacco alla libertà di parola, al diritto internazionale e all’indipendenza delle Nazioni Unite.
È un precedente inquietante: gli Stati Uniti non si limitano più a proteggere Israele sul piano diplomatico, ma cercano di colpire chi denuncia occupazione e violazioni dei diritti umani.
Colpire una relatrice ONU significa intimidire chiunque denunci le ingiustizie.
Ma la storia insegna che la verità e la resistenza sopravvivono alla repressione.
Francesca Albanese rappresenta oggi il coraggio di chi continua a difendere i diritti umani anche sotto attacco.
Io sto con Francesca.
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