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Gaza: un disastro anche ambientale - 2
di
Emma Buonvino
Le quantità di macerie a Gaza è senza precedenti nella storia recente dei conflitti urbani.
Quante tonnellate di macerie contaminate ci sono? Le valutazioni di United Nations Environment Programme e United Nations Development Programme indicano che nella Striscia ci siano tra 50 e oltre 60 milioni di tonnellate di detriti; alcune stime del 2025 arrivano fino a 65–70 milioni di tonnellate.
Per capire l’ordine di grandezza:
equivale a circa 170 Empire State Building, oltre 160 kg di macerie per ogni metro quadrato di Gaza
molte volte superiori ai detriti prodotti in conflitti come Mosul o Aleppo.
Ma il punto centrale è che non si tratta di “semplici” macerie edilizie
in quanto sono altamente contaminate.
Secondo i rapporti ONU e UNEP, i detriti contengono:
amianto (asbesto),
metalli pesanti,
carburanti, solventi e sostanze industriali, residui di esplosivi,
ordigni inesplosi,
polveri sottili tossiche,
materiale biologico e resti umani.
Le stime parlano di: fino a 800.000 tonnellate di materiali contaminati da amianto secondo un rapporto tecnico arabo-ONU del 2025.
In altre analisi UNEP, addirittura milioni di tonnellate di detriti potrebbero contenere amianto o rifiuti pericolosi.
L’amianto è particolarmente pericoloso perché, quando gli edifici esplodono o collassano, le fibre diventano aerodisperse e possono causare:
mesotelioma,
tumore polmonare,
asbestosi,
anche dopo decenni.
Per smaltirle.
le stime divergono molto, perché dipende da: cessate il fuoco stabile,
accesso ai macchinari,
disponibilità di carburante,
sicurezza dagli ordigni inesplosi,
finanziamenti internazionali.
Le stime ONU e degli esperti parlano di
7–10 anni per una rimozione di base con grandi mezzi internazionali.
14 anni solo per rendere relativamente sicure alcune aree dagli esplosivi.
fino a 20–30 anni per bonificare completamente ordigni e contaminazione.
Uno studio ha ipotizzato addirittura 37 anni usando i mezzi limitati oggi disponibili a Gaza.
In pratica: la rimozione “visibile” delle macerie potrebbe richiedere un decennio,
la bonifica ambientale completa probabilmente diverse generazioni.
Dove potrebbero essere portate le macerie rimosse: ci sono quattro ipotesi realistiche.
1. Riciclo locale è la soluzione più discussa.
Molte macerie verrebbero:
frantumate,
separate,
riutilizzate come sottofondi stradali o materiali da costruzione.
Esistono già progetti pilota che trasformano il cemento distrutto in nuovi blocchi edilizi.
2. Discariche controllate dentro Gaza
Per:
amianto,
terreni contaminati,
materiali tossici.
Ma Gaza ha pochissimo spazio disponibile.
3. Trasporto verso Egitto o altri Paesi
È una possibilità discussa a livello tecnico:
via camion attraverso Rafah
o via mare.
Però sarebbe enormemente costoso e politicamente delicato.
4. Utilizzo per riempimenti costieri
Alcuni progetti ipotizzano di usare parte delle macerie trattate per:
espansione costiera,
ricostruzione di porti,
nuove infrastrutture marine.
Nazioni Unite
Il problema più grave: gli ordigni inesplosi
Gli esperti ONU stimano che
migliaia di bombe e munizioni siano ancora sotto le macerie,
tra il 5% e il 10% degli ordigni potrebbe non essere esploso.
Questo rende ogni demolizione estremamente rischiosa.
Prima di spostare le macerie bisogna
cercare i corpi,
individuare bombe inesplose,
isolare amianto e sostanze tossiche,
solo dopo procedere al riciclo o allo smaltimento.
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