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22 maggio 2026
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Gaza: un disastro anche ambientale - 2
di Emma Buonvino

Le quantità di macerie a Gaza è senza precedenti nella storia recente dei conflitti urbani.

Quante tonnellate di macerie contaminate ci sono? Le valutazioni di United Nations Environment Programme e United Nations Development Programme indicano che nella Striscia ci siano tra 50 e oltre 60 milioni di tonnellate di detriti; alcune stime del 2025 arrivano fino a 65–70 milioni di tonnellate.

Per capire l’ordine di grandezza: equivale a circa 170 Empire State Building, oltre 160 kg di macerie per ogni metro quadrato di Gaza molte volte superiori ai detriti prodotti in conflitti come Mosul o Aleppo.

Ma il punto centrale è che non si tratta di “semplici” macerie edilizie in quanto sono altamente contaminate.

Secondo i rapporti ONU e UNEP, i detriti contengono: amianto (asbesto), metalli pesanti, carburanti, solventi e sostanze industriali, residui di esplosivi, ordigni inesplosi, polveri sottili tossiche, materiale biologico e resti umani.

Le stime parlano di: fino a 800.000 tonnellate di materiali contaminati da amianto secondo un rapporto tecnico arabo-ONU del 2025.

In altre analisi UNEP, addirittura milioni di tonnellate di detriti potrebbero contenere amianto o rifiuti pericolosi.

L’amianto è particolarmente pericoloso perché, quando gli edifici esplodono o collassano, le fibre diventano aerodisperse e possono causare: mesotelioma, tumore polmonare, asbestosi, anche dopo decenni.

Per smaltirle.

le stime divergono molto, perché dipende da: cessate il fuoco stabile, accesso ai macchinari, disponibilità di carburante, sicurezza dagli ordigni inesplosi, finanziamenti internazionali.

Le stime ONU e degli esperti parlano di 7–10 anni per una rimozione di base con grandi mezzi internazionali.

14 anni solo per rendere relativamente sicure alcune aree dagli esplosivi.

fino a 20–30 anni per bonificare completamente ordigni e contaminazione.

Uno studio ha ipotizzato addirittura 37 anni usando i mezzi limitati oggi disponibili a Gaza.

In pratica: la rimozione “visibile” delle macerie potrebbe richiedere un decennio, la bonifica ambientale completa probabilmente diverse generazioni.

Dove potrebbero essere portate le macerie rimosse: ci sono quattro ipotesi realistiche.

1. Riciclo locale è la soluzione più discussa.

Molte macerie verrebbero: frantumate, separate, riutilizzate come sottofondi stradali o materiali da costruzione.

Esistono già progetti pilota che trasformano il cemento distrutto in nuovi blocchi edilizi.

2. Discariche controllate dentro Gaza

Per: amianto, terreni contaminati, materiali tossici. Ma Gaza ha pochissimo spazio disponibile.

3. Trasporto verso Egitto o altri Paesi

È una possibilità discussa a livello tecnico: via camion attraverso Rafah o via mare.

Però sarebbe enormemente costoso e politicamente delicato.

4. Utilizzo per riempimenti costieri

Alcuni progetti ipotizzano di usare parte delle macerie trattate per: espansione costiera, ricostruzione di porti, nuove infrastrutture marine.

Nazioni Unite Il problema più grave: gli ordigni inesplosi

Gli esperti ONU stimano che migliaia di bombe e munizioni siano ancora sotto le macerie, tra il 5% e il 10% degli ordigni potrebbe non essere esploso.

Questo rende ogni demolizione estremamente rischiosa.

Prima di spostare le macerie bisogna cercare i corpi, individuare bombe inesplose, isolare amianto e sostanze tossiche, solo dopo procedere al riciclo o allo smaltimento.

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