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Libano: droni di Hezbollah paralizzano operazioni di Israele nel sud
di
Leandro Leggeri
HEZBOLLAH: I DRONI FPV “PARALIZZANO” LE OPERAZIONI ISRAELIANE NEL SUD DEL LIBANO
Secondo un rapporto dell’emittente pubblica israeliana KAN, le operazioni con droni FPV di Hezbollah starebbero limitando fino all’80% delle attività pianificate dall’esercito israeliano nel sud del Libano. La minaccia dei piccoli droni kamikaze avrebbe ridotto drasticamente la “libertà operativa” delle forze israeliane, costringendo in diversi casi a sospendere missioni diurne o cancellare completamente alcune operazioni.
Il rapporto parla anche di carenze nei sistemi difensivi improvvisati adottati dall’esercito israeliano, come reti anti-drone distribuite solo ad alcune unità a causa della scarsità di equipaggiamenti. Negli ultimi mesi Hezbollah ha intensificato l’uso di FPV a basso costo contro blindati, postazioni e basi militari israeliane, dimostrando ancora una volta come strumenti relativamente economici possano mettere sotto pressione eserciti tecnologicamente superiori.
Secondo fonti dell’intelligence israeliana citate da KAN, Hezbollah avrebbe inoltre modificato la propria struttura operativa dopo l’uccisione di diversi comandanti della Radwan Unit, passando da un sistema più centralizzato a piccole cellule autonome capaci di muoversi rapidamente tra i villaggi del sud del Libano e colpire con maggiore flessibilità.
Nelle ultime settimane la resistenza libanese ha diffuso diversi video che mostrano FPV in grado di aggirare persino le reti protettive installate sopra mezzi e avamposti israeliani. Tel Aviv ha ammesso la morte di almeno 20 soldati a causa degli attacchi di Hezbollah dal 2 marzo.
Il caso conferma ancora una volta una delle trasformazioni più importanti della guerra contemporanea: il ritorno dell’attrito e della saturazione attraverso sistemi low-cost difficili da neutralizzare completamente, anche per eserciti dotati di superiorità tecnologica e aerea.
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