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Impresa israeliana cercava di influenzare le elezioni francesi
di
Giuseppe Salamone
Cercano le ingerenze russe a ogni tornata elettorale, soprattutto quando a vincere sono quei candidati che non rispondono agli ordini di Washington, Tel Aviv e Bruxelles.
Quando invece ci sono, sotto la luce del sole, le ingerenze israeliane, allora tutti muti.
In questo caso nessun pericolo democratico, nessun attacco alla tanto decantata democrazia europea.
Questa notizia dovrebbe stare a reti unificate: un’inchiesta di Libération e Haaretz ha portato alla luce le interferenze di un'azienda israeliana per boicottare tre candidati de La France Insoumise, il partito di Jean-Luc Mélenchon, che ha posizioni nette sulla questione palestinese.
L'azienda, BlackCore, ha orchestrato una campagna di disinformazione per delegittimare i candidati, diffondere menzogne e influenzare il voto attraverso la creazione di siti web fake, account falsi e foto generate dall’intelligenza artificiale.
Se l'azienda, anziché essere israeliana, fosse stata russa, a quest'ora avremmo avuto tutta la stampa di regime e la politica indignate a reti unificate.
E invece qui silenzio assoluto.
Giusto per confermare quanto siano ipocriti e servi di uno Stato terrorista.
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