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Il dramma dei bambini scomparsi
di
Emma Buonvino
I bambini palestinesi “scomparsi” a Gaza non vengono mai ritrovati subito perché la guerra ha distrutto tutto ciò
che normalmente permette di identificare e rintracciare una persona: registri civili, ospedali, scuole, comunicazioni, intere famiglie.
Le organizzazioni umanitarie distinguono diversi casi.
•1. Bambini sotto le macerie
Una parte enorme dei minori dispersi è probabilmente sepolta sotto edifici distrutti. Organizzazioni come UNICEF e Save the Children hanno parlato di migliaia di bambini dispersi o irrintracciabili durante i bombardamenti e gli sfollamenti di massa. (unicef.org)
In molti casi:
intere famiglie vengono uccise;
non resta nessuno a identificare i corpi;
i soccorsi non riescono a scavare;
i corpi si decompongono sotto le macerie o vengono recuperati mesi dopo.
A Gaza ci sono stati anche casi di fosse comuni improvvisate vicino agli ospedali distrutti, dove persone sono state sepolte senza identificazione completa. Questo rende ancora più difficile sapere che fine abbiano fatto i bambini dispersi.
•2. Bambini separati dalle famiglie
L’UNICEF ha parlato di migliaia di minori rimasti soli o separati dai genitori durante evacuazioni, fughe e bombardamenti.
Molti bambini:
arrivano feriti negli ospedali senza nome;
sono troppo piccoli per dire chi sono;
perdono memoria o capacità di parlare per il trauma;
vengono trasferiti da un rifugio all’altro senza registrazioni precise.
Alcuni vengono poi ricongiunti ai parenti. Altri rimangono orfani senza sapere se qualcuno della loro famiglia sia sopravvissuto.
•3. Detenzione e arresti
Esistono anche casi di minori palestinesi arrestati dalle forze israeliane, soprattutto in Cisgiordania occupata. Organizzazioni per i diritti umani denunciano da anni arresti di minori, interrogatori senza familiari e periodi di detenzione amministrativa.
Nel caos della guerra, alcune famiglie perdono completamente le tracce dei figli arrestati o trasferiti.
•4. Bambini morti senza registrazione ufficiale
Uno degli aspetti più devastanti è che molti bambini potrebbero essere morti senza entrare in alcun elenco ufficiale.
Quando:
gli ospedali vengono bombardati,
i sistemi informatici collassano,
i genitori sono uccisi,
interi quartieri spariscono,
diventa impossibile registrare tutti i morti.
Per questo le cifre ufficiali probabilmente non rappresentano il numero reale dei bambini uccisi o dispersi.
•5. Trauma psicologico permanente
Anche quando vengono ritrovati vivi, moltissimi bambini riportano:
mutismo traumatico,
dissociazione,
incubi continui,
perdita del senso di sicurezza,
paura cronica dei droni e dei rumori.
L’UNICEF e altre agenzie parlano di una generazione intera segnata da trauma estremo. (unicef.org)
Dietro la parola “scomparsi” spesso non c’è un mistero investigativo nel senso tradizionale.
C’è soprattutto:
distruzione totale,
sfollamento continuo,
perdita delle famiglie,
collasso delle istituzioni,
impossibilità materiale di identificare i corpi o rintracciare le persone.
Ed è questo uno degli aspetti più terribili della guerra a Gaza: bambini che spariscono senza lasciare traccia certa, mentre genitori o parenti continuano a cercarli tra ospedali, macerie, campi profughi e liste incomplete.
La paura che alcuni bambini possano essere stati rapiti o trasferiti illegalmente esiste ed è stata espressa da famiglie palestinesi, attivisti e alcune organizzazioni per i diritti umani. Tuttavia, bisogna distinguere con attenzione tra:
casi documentati,
sospetti,
voci non verificate.
Ad oggi non esistono prove pubbliche solide di un piano sistematico di rapimento di massa di bambini palestinesi paragonabile, per esempio, ai programmi storici di sparizione forzata avvenuti in altre dittature. Però esistono elementi molto gravi che alimentano questi timori.
Minori arrestati e trasferiti
Ci sono casi documentati di minori palestinesi detenuti da Israele, soprattutto in Cisgiordania.
Organizzazioni come Defense for Children International Palestine, B'Tselem e Save the Children hanno denunciato:
arresti notturni di bambini;
separazione dai familiari;
interrogatori senza avvocati o genitori;
trasferimenti in centri di detenzione.
Durante la guerra a Gaza, il caos delle evacuazioni e delle detenzioni ha aumentato l’angoscia di molte famiglie che per giorni o settimane non sapevano dove fossero i propri figli.
Separazioni durante evacuazioni mediche
Alcuni bambini feriti sono stati evacuati verso altri Paesi o ospedali senza poter mantenere contatti stabili con la famiglia, soprattutto quando i genitori erano morti, dispersi o impossibilitati a seguirli.
Organizzazioni umanitarie hanno avvertito che in contesti di guerra estrema aumenta il rischio di:
traffico di esseri umani;
adozioni illegali;
sfruttamento dei minori rimasti soli.
È un rischio noto in quasi tutte le guerre contemporanee, non solo in Palestina.
Accuse e paura collettiva
Nel mondo palestinese esiste anche una memoria storica molto dolorosa legata alla perdita dei figli:
bambini uccisi;
detenuti;
dispersi;
separati durante guerre ed espulsioni.
Questo fa sì che ogni sparizione generi immediatamente paura di rapimenti o sparizioni forzate.
Ma è importante non trasformare automaticamente ogni bambino disperso in un caso di rapimento senza prove verificabili.
In molti casi, purtroppo, i bambini risultano dispersi perché:
sono sotto le macerie;
sono stati sepolti senza identificazione;
sono stati trasferiti in ospedali diversi;
hanno perso tutta la famiglia.
Il problema reale è il collasso totale
Il punto centrale è che a Gaza il sistema che normalmente protegge i bambini è quasi collassato:
anagrafe;
ospedali;
scuole;
tribunali;
assistenza sociale;
comunicazioni.
Quando tutto questo crolla, i bambini diventano estremamente vulnerabili:
alla morte invisibile,
alla sparizione,
agli abusi,
allo sfruttamento,
alla perdita definitiva dell’identità familiare.
Ed è questo che rende la situazione così drammatica per migliaia di famiglie palestinesi.
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