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15 maggio 2026
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Cuba, Iran: Trump vuole un trofeo
di Guglielmo Mengora

Il Partito Comunista cubano sta trattando con gli Stati Uniti da mesi. Non è un segreto, è un annuncio già fatto. Il resto sono sciocchezze, la richiesta USA è semplice: tantissimi, un mare di soldi per chiudere i contatti con Russia e Cina. Non ci devono essere "stazioni" delle potenze avversarie in Sud America.

Cuba ha già indicato le su condizioni: sistema politico e sociale non negoziabile, dimissioni dei leader nemmeno, "riforme" limitate, nessuna chiusura totale con Russia e Cina.

Trump vuole un trofeo. Lo ha fatto con il Venezuela, lo sta chiedendo in ginocchio all'Iran (che ha ufficialmente detto che non darà "un trofeo" di cui Trump possa vantarsi), lo vuole anche da Cuba. Non può semplicemente "normalizzare", nel suo mondo di fantasia deve poter dire che ha vinto e quindi gli serve un accordo in cui Cuba accetti che gli USA "sembrino" i vincitori. Ma l'Havana non ne dà.

La situazione di Cuba è seria ma non disperata. Le energie rinnovabili di giorno arrivano a coprire quasi tutti i picchi massimi mentre il vero problema è la notte, quando le risorse vengono indirizzate ai servizi critici. Presto i russi invieranno un altro carico di petrolio mentre i cinesi continuano a portare l'elettricità nei posti più remoti dell'isola.

Le fantasie delle proteste sull'isola sono roba da trumpismo meloniano. Basti guardare il servizio delle proteste a l'Havana di Al Jazeera: non sono riusciti a radunare più di una 40ina di disperati in una zona esterna per fare un pò di rumore.

La liberazione di oltre 2.000 terroristi da parte del governo cubano indica che gli Stati Uniti hanno dato ampie garanzie che non proveranno più a rovesciare il governo. La visita ufficiale della CIA indica che i contatti sono già in stato avanzato tanto che sono state presentate le richieste ufficiali per la riapertura delle relazioni diplomatiche normali. La richiesta della CIA è sempre la stessa: niente Russia e Cina. Tutti i soldi che volete, tutte le tecnologie che volete ma le nostre.

La schizofrenia di un paese che crea un embargo economico e poi offre aiuti rende evidente quanti sia ridicola la posizione USA e chi abbia bisogno di chiudere l'accordo. Per la seconda volta il governo USA ha offerto "aiuti" per mitigare i problemi derivanti dal suo embargo economico, questa volta circa 100 milioni di dollari. Poi pone condizioni risibili che servono a far pensare ai MAGA-cosi a qualche sagace strategia di scacchi in 5D. Questa volta: aiuti che deve distribuire la Chiesa. Da far sorridere persino i pesci.

Diaz-Canel ha semplicemente risposto che accetterà gli aiuti nell'ambito del Diritto Internazionale.

Per capire perché gli USA abbiano bisogno disperatamente di accordi con i paesi del Sud America basta ricordare Kagan qualche giorno fa: "Il mondo intero è stato testimone del fatto che bastano poche settimane di guerra contro una potenza di secondo piano per ridurre le riserve di armi americane a livelli pericolosamente bassi, senza alcun rimedio alternativo".

I palestinesi hanno costretto ad un cessate il fuoco umiliante le canaglie israeliane, Hezbollah ha costretto Tel Aviv ad abbandonare alcune basi del Nord (di Israele, non del Libano) e ha colpito una nave da guerra britannica, costringendola a fuggire. Gli yemeniti possono chiudere il Mar Rosso in qualsiasi momento e non serve scomodare nemmeno l'Iran.

La tecnologia consente a "paesi di secondo piano" di sviluppare armi che sono in grado di contrastare la super-potenza USA, milizie non statali tengono testa a potenze nucleari. Le migliori armi occidentali non preoccupano più quasi nessuno.

Il declino industriale occidentale potrebbe consentire a paesi nemici di mettere piede nel "giardino USA" e rimanerci per decenni, ribaltando la situazione degli ultimi 100 anni.

Se i cinesi o i russi iniziassero a costruire città missilistiche nelle profondità di Cuba o del Venezuela, gli USA non lo saprebbero fino a quando non diventino inespugnabili così come non hanno visto le città costruite in Iran, a Gaza, in Libano.

Serve un accordo che tenga buoni i paesi sudamericani più avversi mentre gli USA provano a ricostruire le loro industrie e probabilmente questo accordo non è lontano. Tanto si tratta di inondarli di soldi, non è concettualmente difficile.

Ci sono due problemi:

* l'Amministrazione USA vuole un trofeo altrimenti sarà evidente che non è una vittoria ma una normalizzazione;

* il mondo è cambiato dal 3 Gennaio. La sconfitta in Iran rende più difficile usare la "sceneggiata venezuelana", quella delle super-armi segrete come lo "scombussolatore".

Ed ecco la trovata di oggi: Raul Castro. La proposta: è anziano, non potrà nemmeno essere portato in prigione. Ci date lui, facciamo una commedia alla Maduro, lo perdoniamo per motivi di età e diciamo che il comunismo cubano dei Castro è morto per sempre.

Il mondo però si muove veloce ed è cambiato dal 3 Gennaio.

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