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Iran: attacco illegale arma di ricatto?
di
Paolo Mossetti
Mentre sui social, mesi fa, abbiamo visto alcuni soliti gatekeeper spiegarci che sì, forse l'attacco all'Iran era illegale, ma sempre meglio che fare niente (Flores d'Arcais, su tutti) e comunque attenti ad incolpare Israele della guerra, guai ad amplificare gli ex repubblicani che si schierano contro Trump, perché quella è una roba da ossessionati.
Da Tucker Carlson, da populisti in odore di antisemitismo, etc (fonte: quelli col PhD) sul Corriere della Sera, l’ex segretario generale della Farnesina Giampiero Massolo ci dice bello bello che Netanyahu è «all’origine della guerra, concepita con l’intento di liquidare il regime degli ayatollah una volta per tutte».
Un obiettivo «improbabile e comunque onerosissimo», inconciliabile fin dall’inizio con «l’allergia di Trump ad un’altra guerra senza fine».
Ma nell’ottica israeliana il disimpegno Usa deve avere un prezzo: «Mano libera in Libano meridionale, a Gaza e in Cisgiordania, nonché diritto di intervenire in Iran se e quando ritenuto necessario.
Insomma, un potere di ricatto e un’ipoteca sull’intera regione», spiega il diplomatico.
Per Massolo, il risultato di tutto questo è lo stallo: nessuna opzione risolutiva in vista, navi ferme a Hormuz, e dossier nucleare ancora irrisolto.
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