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Etnocratico
di Rossella Ahmad
Il mondo sta letteralmente implodendo e qui si discetta ancora del sesso degli angeli. Di terra promessa. Di"diaspora". Si continua a definire "popolo" ciò che popolo non è.
E le mie braccia cadono inesorabilmente sul pavimento, più e più volte al giorno.
Perché se è vero che molte di queste asserzioni vengono fatte in buona fede, è altrettanto vero che anche i concetti fallaci, ripetuti ad libitum, con il tempo iniziano a vivere di vita propria, e diventano la Verità che non puoi più mettere in discussione, tu per primo che ne parli.
Terra Promessa. Da chi e a chi?
Come disse la giornalista Naomi Klein, canadese di religione ebraica, terra promessa è metafora della liberazione umana che travalica le fedi e giunge in ogni angolo della terra, mentre il sionismo si è appropriato di quest'idea trascendente, l'ha trasformata in un falso idolo e l'ha resa la più brutale arma di furto di terre coloniale, roadmap per la pulizia etnica ed il genocidio.
Un concetto metafisico viene completamente travisato e diviene "un atto di compravendita per uno stato militarista etnocratico". Anzi, di furto con scasso.
Il termine "etnocratico" riferito ad Israele è ovviamente una costruzione del sionismo. E, come si può vedere, vi inciampa anche la pur ottima Naomi Klein. Ma si tratta di un'altra negazione del senso comune, su cui si innesta la falsa nozione di "popolo".
L'ebraismo è una religione, non un'etnia. E, come accade per le religioni , al suo interno sono presenti tutte le etnie presso cui si è propagata. A tal proposito - un brevissimo inciso che esula apparentemente dal contenuto di questo post - mi ha molto divertito un commento letto in giro su Pietrangelo Buttafuoco e la sua conversione all'Islam, che dà non solo il senso della comprensione davvero limitata dei fenomeni religiosi, ma anche la grande confusione generata dal concetto di religione etnica, che è ovviamente un non-sense: come si fa a convertirsi all'Islam, se sei italiano?
Molto semplice: la religione non ha alcuna attinenza con l'etnia, men che meno con la nazionalità. Non vedo perché debba essere diverso per l'ebraismo.
E vengo al termine "diaspora". Poche cose mi disturbano come il sentir parlare di "diaspora ebraica". Riferita poi a Gad Lerner (intellettuale della "diaspora", così veniva definito in un post, tra l'altro filopalestinese) ha avuto il potere di farmi imprecare in aramaico.
La manipolazione agisce facendo leva su messaggi subliminali che solleticano risposte emotive e, di conseguenza, percezioni subliminali. Addirittura persuasioni subliminali, che vengono introiettate attraverso meccanismi di vera e propria distorsione della realtà e del senso comune.
E tale meccanismo è alla base di una costruzione a-storica subliminale, concepita per convogliare un'idea di appartenenza, di privazione forzata, di allontanamento intorno ad un concetto fallace, totalmente inventato: una diaspora che non vi fu mai.
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