 |
Palestinismo?
di Roberto Preve
La propaganda dei sostenitori di Israele sta diventando bizzarra quando non insolente. Si lamentano che, in una Gaza distrutta, molte donne siano vittime di abusi, e puntano falsamente il dito su Hamas.
Che avrà molti difetti ma certo non quello di aver distrutto il tessuto sociale della striscia per armare dei collaborazionisti così miserabili da essere passati dall'Isis al servizio di Israele, secondo le loro biografie disponibili su Wikipedia, non diffuse certo da me.
Le loro fonti non esistono perché le organizzazioni umanitarie che lavorano a Gaza sono notoriamente spaventate da Hamas o faziose.
Loro che sostengono una Stato che vieta l'ingresso della Stampa nella striscia e che non hanno visto le stesse donne arabe e palestinesi, per cui si commuovono, massacrate a decine di migliaia dall'esercito di Israele.
Dal tempo di Pannella sono ipergarantisti ma hanno represso il movimento per la Palestina con ogni mezzo poliziesco.
Teoremi giudiziari, aggressioni individuali come quella a Chef Rubio, chiusure di centri sociali, espulsioni illegittime e infine una legge speciale che considera antisemitismo la condanna dei metodi militari di Israele, se fatta in termini più vigorosi di una condanna agli stessi metodi se usati da un altro esercito.
Adesso vorrebbero dare anche lezioni sulla lotta di classe, sul colonialismo e sull'imperialismo, e pretendere che si appoggi l'attacco all'Iran.
Infine imporre il neologismo di "Palestinismo" che oggi, per la prima volta, ho letto su sei profili social. Che significa, immagino, guardare quello che succede a Gaza e arrabbiarsi.
VAI A TUTTE LE NOTIZIE SU GAZA
 
Dossier
diritti
|
|