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Altra lezione dall'Iran
di Laurent Luboya
Dopo aver controllato lo Stretto di Hormuz, l'Iran pensa ora al controllo totale dei cavi internet sottomarini che alimentano il 20% del traffico mondiale.
Ancora una volta, questo paese ci dà una lezione su cosa significano sovranità, rispetto e dignità per uno stato che vuole essere grande.
L'Iran ci fa capire che anche le grandi potenze sono vulnerabili da qualche parte, e che possiamo affrontarle, o sconfiggerle in una certa misura. Ma non accade per caso: è il risultato di un'attenta preparazione e dello sviluppo di strategie reali.
Anche l'Iran ha studiato a lungo i suoi nemici, ossia Israele e Stati Uniti. Ha analizzato le sconfitte di quest'ultimo in Vietnam e Afghanistan. Ha capito che il Corano non basta, ma che un esercito forte e tecnologicamente ben equipaggiato costituisce la diga capace di trattenere una potenziale marea nemica. E ha funzionato.
Ha anche capito, a differenza della Libia e dell'Iraq, che credere nella bontà degli americani suscita illusione e può portare a una condanna di morte certa.
Ma gli stati africani cosa fanno? Sventolano la bandiera ISA e urlano libera chi li tiene prigionieri?
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