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10 maggio 2026
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USA bloccano export di armi agli alleati causa guerra all'Iran
di Leandro Leggeri

La guerra contro l’Iran sta iniziando a produrre effetti diretti anche sugli alleati europei di Washington. Secondo un’analisi pubblicata da Foreign Policy, gli Stati Uniti stanno sospendendo o ritardando consegne di armi e munizioni destinate a paesi partner della NATO per dirottare le scorte verso il conflitto in corso nel Golfo.

Tra i casi più significativi vi è quello dell’Estonia, uno dei membri NATO più ostili alla Russia e tra i più filoamericani d’Europa. Tallinn ha confermato che Washington ha sospeso le consegne di munizioni per i sistemi HIMARS e Javelin almeno fino alla fine della guerra con l’Iran. La decisione sarebbe stata comunicata direttamente dal segretario alla Difesa Pete Hegseth al ministro estone Hanno Pevkur.

Il problema va oltre il singolo caso baltico. Secondo Foreign Policy, altri alleati stanno registrando ritardi su missili Patriot, sistemi di difesa aerea e altri armamenti avanzati. La Svizzera avrebbe addirittura sospeso alcuni pagamenti per i Patriot dopo continui rinvii nelle consene, mentre anche l’Ucraina aveva già subito pause nelle forniture statunitensi.

Il nodo centrale è industriale e strategico: gli Stati Uniti stanno consumando munizioni e missili a un ritmo superiore alle capacità di sostituzione immediata. Questo rischia di colpire uno dei pilastri dell’egemonia americana: il mercato globale delle armi.

Per decenni acquistare armamenti statunitensi non significava soltanto ottenere tecnologia avanzata, ma anche garantirsi protezione politica e priorità strategica da parte di Washington. Ora però molti paesi iniziano a interrogarsi sull’affidabilità di una filiera che può essere interrotta improvvisamente in caso di guerra americana.

Non a caso diversi stati europei stanno valutando una maggiore diversificazione degli approvvigionamenti militari. Nell’articolo vengono citati esplicitamente Turchia e Corea del Sud come possibili fornitori alternativi per sistemi e munizioni.

Il rischio per Washington è che la guerra contro l’Iran acceleri un processo già in corso: la frammentazione del monopolio strategico-industriale americano nel settore della difesa.

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