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Gaza: una grande fossa comune
di Emma Buonvino
Gaza, le fosse comuni della guerra: corpi sotto gli ospedali distrutti, centinaia di vittime ancora senza nome.
Tra le macerie della Striscia di Gaza stanno emergendo immagini e testimonianze che molte organizzazioni umanitarie definiscono tra le più gravi dell’intero conflitto: fosse comuni scavate accanto agli ospedali, nei cortili, nei campi profughi e tra edifici distrutti, spesso in condizioni disperate, sotto assedio e senza possibilità di garantire sepolture dignitose.
Secondo i dati raccolti nel corso del 2024, almeno sette fosse comuni sono state documentate nella Striscia. Il numero reale potrebbe però essere molto più alto: numerose aree restano inaccessibili, mentre migliaia di persone risultano ancora disperse sotto le macerie.
Le scoperte negli ospedali:
i ritrovamenti più estesi sono avvenuti nei due principali complessi sanitari di Gaza.
All’ospedale Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia, sono stati recuperati circa 300 corpi da fosse rinvenute all’interno del perimetro ospedaliero dopo il ritiro delle truppe israeliane.
All’ospedale Al-Shifa di Gaza City, il più grande della Striscia, i soccorritori hanno dichiarato di aver trovato centinaia di corpi, molti dei quali sepolti in fosse improvvisate create durante l’assedio e i bombardamenti.
In altri siti — tra cui Beit Lahia, Deir al-Balah, Jabalia e Rafah — continuano ad emergere ulteriori sepolture collettive.
Corpi non identificati e accuse di violazioni
Diversi testimoni e operatori sanitari hanno riferito che alcuni corpi sarebbero stati trovati con mani legate o segni di violenza, accuse che hanno portato organizzazioni internazionali e Nazioni Unite a chiedere indagini indipendenti e verifiche forensi internazionali.
Israele ha respinto parte delle accuse, sostenendo in alcuni casi che le sepolture fossero state effettuate dai palestinesi durante i combattimenti o che i corpi fossero stati riesumati per operazioni di identificazione. Tuttavia, la mancanza di accesso indipendente e sicuro a molte aree rende estremamente difficile una verifica completa.
La guerra che continua sotto le macerie
Le fosse comuni raccontano anche il collasso totale del sistema civile di Gaza: ospedali distrutti, ambulanze colpite, cimiteri irraggiungibili, famiglie costrette a seppellire i propri morti nei cortili o lungo le strade.
Secondo diverse stime umanitarie, migliaia di corpi potrebbero trovarsi ancora sotto gli edifici crollati, impossibili da recuperare per mancanza di mezzi, carburante e sicurezza.
A Gaza, la guerra non lascia soltanto città distrutte.
Lascia anche morti senza nome, sepolture improvvisate e intere famiglie che continuano a cercare i propri cari sotto tonnellate di cemento.
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