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UE blocca fondi all'istruzione in Palestina col voto di una parte del PD
di Rosa Rinaldi
Ancora una volta, l'Unione Europea ha bloccato i fondi per l'istruzione palestinese, come sta facendo ormai da anni, su palese pressione e richiesta israeliana.
Basti pensare al ruolo che ha avuto in passato Oliver Varhelyi, commissario Ue per la Politica di vicinato e l'allargamento, fedelissimo di Orban e vicino a Netanyahu, che decise, perfino contro il parere della maggioranza degli Stati membri, di subordinare il pagamento dei fondi alla revisione dei testi scolastici palestinesi, accusati da gruppi pro-Israele, da alcuni eurodeputati e membri del gruppo interparlamentare Transatlantic Friends of Israel di diffondere l’antisemitismo.
Ed è quello che sta accadendo anche adesso, nonostante Israele abbia raso al suolo il sistema scolastico di Gaza, nonostante le scuole della Cisgiordania siano sotto continuo attacco di coloni ed esercito, nonostante Israele trattenga per sé le tasse che ANP versa e che servono anche a pagare i professori palestinesi.
E nonostante, cosa che non ricorda mai nessuno, le demolizioni da parte di Israele di scuole e strutture scolastiche FINANZIATE CON FONDI EUROPEI. Sono state migliaia negli anni, come hanno denunciato vari rapporti OCHA e UNRWA. Ma anche qui l'Europa non ha varato mezza sanzione contro Israele.
E, a proposito di testi scolastici che incitano all'odio, non ha mai dato un'occhiatina ai testi scolastici israeliani che, come ha denunciato la professoressa israeliana Nurit Peled , sono costruiti scientificamente sulla disumanizzazione dell'arabo.
E voglio anche ricordare, sempre a proposito del rapporto scuole e odio, che l'uomo che ha sparato contro la scuola palestinese di al-Mughayyir, uccidendo un ragazzino e un professore e ferendo varie persone, è un preside di una scuola ebraica.
La richiesta di modifica ai testi palestinesi è una vera e propria cancel culture: secondo l'Europa andrebbero cancellati i riferimenti alla Nakba, alla parola "rifugiati", i simboli dell'identità palestinese (l'inno nazionale, la bandiera) eliminate le poesie che celebrano la patria e i riferimenti alla Palestina o a Giaffa come città palestinese.
Cancellare, dunque, la stessa identità e storia della Palestina, come vuole Israele.
A votare a favore di tutto questo c'è stata anche una parte del PD:
Laureti, Picierno, Bonaccini, Nardella, etc
Ancora una volta una parte del PD si dimostra profondamente sionista.
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