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Ancora sulla brigata ebraica e i combattenti palestinesi contro Hitler
di Mario Di Primio
Le continue stucchevoli narrazioni di chi non conosce minimamente la Storia con la S maiuscola impone di ritornare ancora a esaminare la partecipazione e gli schieramenti degli ebrei e dei palestinesi durante la seconda guerra mondiale.
Oltre al fatto che la Brigata ebraica combatté per soli due mesi e diede un contributo di sangue minimo (35/40 morti) va sottolineato come essa fu concepita per ragioni belliche ben diverse, vale a dire acquisire dall'esercito britannico tecniche di strategia militare e organizzative per prepararsi all'ormai imminente scontro con gli eserciti arabi.
Già nel 1946 venne sciolta dall'esercito britannico e i suoi effettivi entrarono nell'Haganah e dunque parteciparono, spesso con entusiasmo, alla pulizia etnica dei civili palestinesi.
Quanto ai musulmani arruolati nelle SS va chiarito una volta per tutte che provenivano esclusivamente dalla Bosnia musulmana dove venivano reclutate da un giovane fanatico musulmano, entusiasta del nazismo, un certo Itzerbegovic che ritroveremo come capo dei musulmani di Bosnia durante le guerre jugoslave. Un fanatico che sognava di istituire il califfato nella Bosnia Erzegovina, imprigionato per le sue idee radicali da Tito per oltre venti anni, e che l'intera comunità internazionale invece di condannare per il suo passato riconobbe come capo dei musulmani bosniaci. E ce ne sarebbe da dire ancora.
Ad ogni modo con queste notazioni storiche si intende sfatare il mito dei palestinesi arruolati nelle SS. In realtà i palestinesi arimorchio del Gran Mufti di Gereusalemme, personaggio crimiale e detestato dai palestinesi, non furono piu di 300 e comunque operanti in unità speciali di intelligence senza alcuna partecipazione a rastrellamenti di ebrei.
La partecipazioni così esigua dei palestinesi alla guerra dalla parte nazista NON AUTORIZZA DUNQUE A CRIMINALIZZARE IL POPOLO PALESTINESE come sempre ha fatto l'Hasbarà israeliana.
Al contrario, per troppo tempo sono stati invece oscurati i meriti dei 12.000 palestinesi arabi appartenenti alle PAlestinian INfantry Companies riunite nel Palestine Regiment con le compagnie di ebrei che pur avendo combattuto fianco a fianco degli arabi e aver spesso sopportato insieme la prigione in Germania si distaccarono per creare la Brigata ebraica e prepararsi a combattere contro i vecchi commilitoni.
Fatto sta che gli arabi palestinesi combatterono valorosamente nella seconda guerra mondiale e offrirono un significativo contributo di sangue mai riconosciuto (circa 500 morti).
Per completare la panoramica filonazista è il caso di ricordare che il fondatore del revisionismo sionista Jabotinsky era chiamato con un sorriso ironico da Hitler "il nazista ebreo" e il soprannome ha motivazioni ancora più inquietanti dell'epiteto: i capo dei fascisti ebrei infatti ritenendo che nazisti e sionisti avevano lo stesso obiettivo, quello di deportare e trasferire fuori dalla Germania tutti gli ebrei (per i sionisti revisionisti la meta doveva essere evidentemente la Palestina) aveva tentato a più riprese di avere un incontro con il capo dei nazisti per stipulare una alleanza politico militare, ma ovviamente Hitler non volle mai incontrarlo.
Le organizzazioni sioniste per questo lo sospesero per alcuni anni.
Fa specie che il segretario personale del nazista ebreo era un certo Benzion Nethanyahu, padre dell'attuale criminale a capo del governo israeliano. Il frutto non cade mai lontano dall'albero, antico proverbio ebraico
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