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Premio Pulitzer al fotografo testimone di Gaza
di Antonella Salamone
Il fotografo palestinese Saher Alghorra è vincitore del Premio Pulitzer 2026 per la fotografia di cronaca.
il reportage di Alghorra testimonia la sofferenza, la resilienza e la sopravvivenza dei civili a Gaza. Il suo lavoro rivela la paura, lo sfollamento, la fame e le perdite vissute quotidianamente.
Ogni scatto è insieme testimonianza e atto di resistenza.
Il Pulitzer si aggiunge al primo premio per la fotografia di guerra al 32° Prix Bayeux Calvados-Normandie, vinto lo scorso Ottobre con il reportage "Intrappolati a Gaza: tra fuoco e fame", un'opera che ha mostrato al mondo la realtà di una popolazione civile schiacciata tra i bombardamenti e l'assedio.
Saher Alghorra ha studiato relazioni pubbliche, media e fotografia all'Università della Palestina e ha iniziato a fotografare nel 2017 dopo aver ricevuto la sua prima macchina fotografica dal padre. Inizialmente, il suo lavoro si concentrava sulla vita quotidiana a Gaza City.
Con il genocidio che ha trasformato Gaza, il suo interesse si è spostato sulla testimonianza della distruzione, della resilienza e della sopravvivenza, utilizzando la fotografia per trasmettere la realtà sul campo a un pubblico globale.
Ha operato in condizioni di immenso pericolo, spinto dal rifiuto di lasciare che il mondo si voltasse dall'altra parte.
“Anche quando tutto intorno a me mi diceva di fermarmi, non potevo: il silenzio avrebbe significato resa".
Dal 2021, le fotografie di Alghorra sono state pubblicate su testate internazionali come Associated Press, Die Zeit, The Guardian e Time. Nel 2025 ha iniziato a collaborare regolarmente con il New York Times.
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