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05 maggio 2026
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Guerra all'Iran mina difesa aerea ucraina
di Leandro Leggeri

La guerra tra Stati Uniti e Iran sta producendo effetti diretti anche sul fronte ucraino, mettendo in discussione la continuità delle forniture di missili Patriot, fondamentali per la difesa di Kiev contro gli attacchi balistici russi.

Secondo un’analisi di Foreign Policy, Washington avrebbe già utilizzato fino a metà delle proprie scorte di missili Patriot nel confronto con Teheran, riducendo drasticamente i margini per ulteriori trasferimenti all’Ucraina. Il problema è strutturale: la produzione annua resta limitata (meno di 200 missili), mentre i tempi di consegna arrivano fino a 42 mesi.

Negli ultimi anni i sistemi Patriot hanno rappresentato uno degli strumenti chiave per contenere gli attacchi russi contro infrastrutture critiche ucraine, ma già oggi Kiev lamenta una grave carenza di intercettori. Il fabbisogno stimato sarebbe di circa 2.000 missili l’anno, a fronte di forniture molto inferiori.

A complicare il quadro c’è anche il cambiamento nella politica americana: gli Stati Uniti hanno ridotto le donazioni dirette, passando a un sistema in cui vendono armi ai Paesi NATO che poi le trasferiscono all’Ucraina (programma PURL). Tuttavia, il futuro di questo meccanismo resta incerto, anche per le dichiarazioni dell’amministrazione Trump, che ha più volte segnalato l’intenzione di limitare il supporto.

In parallelo, i Patriot sono richiesti anche in altri teatri strategici, in particolare nel Pacifico in funzione anti-cinese, aumentando la competizione per risorse già scarse.

Se le forniture dovessero ridursi ulteriormente, Mosca potrebbe intensificare l’uso di missili balistici per colpire la rete energetica ucraina. Tuttavia, secondo alcuni analisti, questo non sarebbe comunque decisivo: Kiev ha già dimostrato una certa capacità di adattamento, limitando i danni attraverso riparazioni rapide e resilienza operativa.

Il quadro che emerge è quello di una guerra sempre più interconnessa: il conflitto nel Vicino Oriente non resta confinato alla regione, ma incide direttamente sugli equilibri militari in Europa orientale, evidenziando i limiti materiali e industriali della potenza americana.

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