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Hezbollah introduce droni a fibra ottica
di Leandro Leggeri
UNA NUOVA MINACCIA DIFFICILE DA INTERCETTARE PER ISRAELE
Hezbollah ha iniziato a impiegare una nuova tipologia di drone armato progettato per eludere i sistemi di difesa elettronica israeliani, segnando un ulteriore salto qualitativo nella guerra asimmetrica lungo il fronte libanese. Secondo quanto riportato da CNN, si tratta di droni a fibra ottica, capaci di operare senza emissioni radio e quindi immuni alle tradizionali tecniche di disturbo (jamming).
Questi velivoli, di piccole dimensioni e dotati di cariche esplosive, sono collegati direttamente all’operatore tramite un sottile cavo in fibra ottica che può estendersi fino a circa 15 chilometri. Questo consente un controllo diretto e continuo, con immagini ad alta definizione in tempo reale, senza lasciare tracce elettroniche rilevabili. In assenza di segnali radio, diventa estremamente difficile per le forze israeliane individuare sia il drone sia la posizione dell’operatore.
Un recente attacco nel sud del Libano, documentato da Hezbollah, mostra uno di questi droni colpire un carro armato israeliano cogliendo di sorpresa i soldati. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), l’episodio ha causato la morte di un soldato e il ferimento di altri militari. Nella stessa operazione, ulteriori droni sarebbero stati lanciati contro un elicottero intervenuto per evacuare i feriti, indicando un tentativo di colpire anche le operazioni di soccorso.
Questa tecnologia, già osservata nel conflitto in Ucraina, rappresenta una soluzione “low-tech” ma altamente efficace. L’assenza di componenti radio elimina uno dei principali punti di vulnerabilità dei droni tradizionali, rendendo inefficaci molte delle contromisure sviluppate negli ultimi anni.
Israele, che ha costruito parte della propria superiorità tattica sulla guerra elettronica, si trova ora ad affrontare una minaccia che aggira proprio questo vantaggio. Le contromisure attuali, come reti protettive e barriere fisiche, sono considerate parziali e non risolutive, soprattutto in caso di attacchi multipli coordinati.
Il ricorso a questi droni conferma l’adattamento di Hezbollah a un contesto in cui il confronto diretto con la superiorità militare israeliana risulta insostenibile. Ridimensionato anche il proprio arsenale missilistico nel corso della guerra, il movimento sciita sostenuto dall’Iran sembra puntare sempre più su strumenti a basso costo ma ad alta precisione, capaci di infliggere perdite mirate e mantenere pressione operativa sul terreno.
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