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A volte anche i Grandi sbagliano
di Daniela Igliozzi
Umberto Eco affermò qualche tempo fa che quella tragedia immane, feroce subita da un popolo - e non solo - scoperta dai russi per primi, in quanto velocissimi ad arrivare sul posto per cui i torturatori non ebbero il tempo di distruggere completamente le strutture lasciando intatte camere a gas e forni crematori (era il 1944, 22 e 23 luglio, a Majdanek, in Polonia) non si sarebbe potuta verificare oggi in quanto la tecnologia avrebbe reso di dominio pubblico quelle atrocità.
Intendendo con questo che il mondo sarebbe insorto, si sarebbe ribellato a quell'orrore.
Caro Eco, ti sbagliavi. La tecnologia ci informa in diretta che quelle atrocità si stanno ripetendo.
Il mondo sa. Vede tutto in diretta. Miracoli della tecnologia. Ma nessuno interviene per fermare l'orrore.
Sai, ci hanno imbastito intorno tante storie. Storie di attacchi sfrontati per cui è legittimo sterminare, storie di terroristi sanguinari e collusi ecc.
Chissà cosa avresti detto tu, caro Eco, di questo mondo che sta andando verso la sua fine.
Forse ci avresti suggerito il suo epitaffio, con la tua ineffabile ironia.
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