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04 maggio 2026
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Iran: “EL PUEBLO UNIDO” diventa “BARPAKHIZ”
di Leandro Leggeri

Una delle melodie più riconoscibili della storia politica contemporanea, El pueblo unido jamás será vencido, nata nel Cile degli anni ’70, ha conosciuto nel tempo una diffusione globale che l’ha portata ben oltre il contesto latinoamericano. Tra i casi più interessanti c’è quello iraniano, dove la stessa struttura musicale è riemersa in forma adattata con il titolo “Barpakhiz” (برپا خیز).

Il passaggio non è avvenuto attraverso una semplice traduzione. Il testo in farsi – con versi come “Barpā khiz, az jā kon banā-ye kākh-e doshman” (“Alzati, distruggi le fondamenta del palazzo del nemico”) – rappresenta una riscrittura completa, che conserva la funzione mobilitante del brano originale ma ne trasforma profondamente l’immaginario politico.

Secondo ricostruzioni coerenti con la circolazione culturale dell’epoca, la melodia cilena sarebbe arrivata in Iran nel contesto della rivoluzione del 1979 e della successiva guerra Iran-Iraq (1980–1988), anni in cui il Paese viveva una fase di forte apertura verso linguaggi rivoluzionari globali, in particolare quelli legati all’anti-imperialismo. In quel contesto, melodie facilmente memorizzabili e già cariche di significato politico venivano riadattate e integrate nella mobilitazione popolare.

Il risultato è un tipico caso di “trapianto culturale”: una base musicale internazionale che viene riappropriata e reinterpretata localmente, fino a essere percepita, col tempo, come parte della memoria rivoluzionaria nazionale. Non a caso, ancora oggi, alcuni iraniani identificano “Barpakhiz” come una “canzone dell’epoca della rivoluzione”, indipendentemente dalla sua origine cilena.

Questo tipo di adattamento non è isolato. Durante i primi anni della Repubblica Islamica, il panorama culturale era caratterizzato da una forte ibridazione tra componenti islamiche, nazionaliste e terzomondiste. Solo negli anni successivi, con la progressiva istituzionalizzazione del sistema, il repertorio ufficiale è stato standardizzato, relegando queste contaminazioni a un livello più informale o memoriale.

La recente riapparsa della melodia in prodotti audiovisivi legati a commemorazioni della guerra Iran-Iraq suggerisce che essa continui a sopravvivere come elemento sonoro evocativo, capace di richiamare un’epoca di mobilitazione totale, anche al di fuori dei canali ufficiali codificati.

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