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Vittime di mafia: Matteo
di Pino Maniaci
Matteo Toffanin la sera del 3 maggio 1992, stava rientrando a casa a Padova dopo una giornata trascorsa al mare insieme alla fidanzata Cristina.
A pochi metri dal portone di ingresso, l'auto venne crivellata di colpi e Matteo morì subito.
I killer lo scambiarono per un uomo legato, secondo quanto si apprende oggi, alla mala del Brenta.
Pare che l'auto che guidava Matteo fosse dello stesso modello e dello stesso colore di quella di cui era proprietario il reale obiettivo dei sicari, così come i tre numeri iniziali della targa erano identici a quelli della vettura indicata ai sicari.
L'ultimo fatale dettaglio fu che quella - erano le 22.00 - era l'ora in cui sarebbe dovuto rientrare il bersaglio del commando, che abitava in un condominio di fronte a quello di Matteo. Gli assassini credettero si trattasse della "loro persona" e non esitarono a fare fuoco.
Aveva ventitré anni e aveva da poco terminato il servizio di leva, all'epoca ancora obbligatorio. Stava cominciando ad affacciarsi al mondo del lavoro facendo il rappresentante di computer.
Un ragazzo serio e pieno di sogni, morto ammazzato nel pieno della sua età migliore.
 
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