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Bella ciao: partigiani lottarono contro esseri umani disumani
di Santina Sconza *
Delia, partigiano, partigiano, la parola è partigiano e non essere umano.
Cara Delia Buglisi, classe 1999 di Paternò, bellissima voce, responsabile di alterare Bella Ciao, la canzone della Resistenza, la canzone degli italiani antifascisti. Perché cambiare la parola partigiano con essere umano?
Partigiano è la persona che ha preso le armi per lottare contro il nazifascismo.
Il termine indica in particolare i protagonisti della lotta di Liberazione 1943-1945.
La parola è sacra, non si cancella, Partigiano è colui che ha combattuto il nazifascismo per dare la Libertà, la Democrazia e la Costituzione a te, a me e alle future generazioni.
Sei siciliana, dovresti conoscere la storia dei siciliani partigiani che combatterono per la democrazia.
Se non la conosci a Paternò dove sei nata esiste l'associazione ANPI intitolata al partigiano "Carmelo Mio" che svolge attività culturali e di memoria sul territorio, come l'incontro organizzato per gli 80 anni della Repubblica con Luigi de Magistris nell'aprile 2026.
A due passi da dove sei nato tu, ad Adrano c'è il busto del professore Carmelo Salanitro, lui prima ancora che iniziasse la Resistenza combatté con dei volantini che parlavano di pace la dittatura fascista, arrestato morì nel campo di concentramento a Mauthausen il 24 aprile 1945, il giorno prima della Liberazione.
Ti voglio scrivere di una una giovane donna catanese come te, di Graziella Giuffrida che lasciò Catania a 20 anni per andare a fare l'insegnante a Genova, insieme al fratello Salvatore.
Due fratelli a Genova che insieme decidono di combattere la dittatura fascista, di unirsi ai partigiani, di dare la libertà a te che oggi rifiuti di pronunciare la parola partigiano.
I due fratelli Giuffrida si unirono alle Sap. Le Squadre di Azione Patriottica (SAP) erano gruppi di combattimento partigiano unitario
nella Resistenza italiana, formati su iniziativa delle Brigate Garibaldi per organizzare le masse, soprattutto in vista dell'insurrezione generale; nascono all'interno dei luoghi di lavoro in particolare, le fabbriche e le campagne.
Erano uomini e donne stanchi di subire la guerra, la dittatura, le torture, la fame, i figli uccisi in guerra e dal regime.
Graziella fu arrestata il 24 marzo del 1945, su un tram, essendo una bella ragazza fu importunata da un gruppo di soldati tedeschi che si accorsero, dopo averle messo le mani addosso, che aveva con sé una pistola. Così la violentarono, torturarono e uccisero, per poi buttarne il corpo in un fosso, ritrovato qualche giorno dopo la liberazione da quattro giovani partigiani a Fegino.
Anche Salvatore, fratello di Graziella, fu ucciso dai tedeschi e la madre appena apprese della morte di entrambi i figli impazzì per il dolore.
A Catania via Fratelli Giuffrida si trova a pochi metri di distanza da via Plebiscito. Proprio tra via Bellia e piazza Machiavelli c'è una lapide che ricorda il coraggio e l'impegno di questi due giovani catanesi.
La città di Genova ricorda il sacrificio di Graziella con una strada che porta il nome della giovane partigiana etnea e una targa dedicata ad entrambi i fratelli.
E tu siciliana dimentichi la parola partigiano, e tu siciliana ti vergogni di pronunciare la parola partigiana?
E tu siciliana la sostituisci con "essere umano".
L'aggettivo "umano" indica la natura intrinseca dell'uomo, spesso legata alla fragilità, ai limiti fisici/morali e alla capacità di provare empatia.
Mussolini e i suoi accoliti erano esseri umani, ma non provavano empatia. Moralmente si erano dedicati al male, alla distruzione degli esseri umani con le leggi razziali, per creare un essere spietato che secondo loro era la razza superiore.
Oggi la Memoria si sta affievolendo anche grazie a chi non pronuncia la parola Partigiano come se fosse una parola di parte.
No, cara Delia, la Resistenza è parte fondante della Repubblica Democratica, della Costituzione e appartiene a tutti i cittadini.
* Già presidente provinciale ANPI Catania
 
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