Osservatorio sulla legalita' e sui diritti
Osservatorio sulla legalita' onlusscopi, attivita', referenti, i comitati, il presidenteinvia domande, interventi, suggerimentihome osservatorio onlusnews settimanale gratuitaprima pagina
02 maggio 2026
tutti gli speciali

Partigiani e caduti in guerra
di Piero Graglia *

I partigiani in Italia sono stati circa 44.000, i caduti sono stati 6.882, contando esclusivamente i caduti in combattimento. L'albo d'oro del Ministero della Difesa ne conta invece 15.000 circa.

I KIA (Killed in action, cioè caduti) americani sono stati circa 90.000 secondo una fonte molto sospetta (Marcello Veneziani) mentre il Dipartimento della Difesa USA ne celebra 17.741 in totale, dei quali 12.237 sono sepolti in Italia. Per il Commonwealth si aggiungono altri 45.000 caduti, in gran parte seppelliti in Italia.

In questi giorni è gara a chi la spara più grossa, mirando all'obiettivo di "ridimensionare" la Resistenza italiana come fenomeno marginale. Chi studia la storia del fascismo e dell'antifascismo incontra - e si scontra con - questa tendenza continuamente.

Il topos della destra dei "villeggianti", dei "ciabattoni", degli escursionisti che scapparono in montagna per non combattere a valle è diventato quasi ossessivo, soprattutto da parte dei fascisti che si tengono in casa i cimeli del Ventennio e celebrano gli eroi della Repubblica Sociale italiana (quegli eroi che non dissero un bau quando Hitler annesse il Trentino Alto-Adige e il Friuli Venezia Giulia, per capirsi).

E lo stesso si dica del "sangue dei vinti", il celebre saggio di Pansa che irritò la sinistra non per quello che scriveva - in gran parte roba più che nota - ma per il successo che quel libro incontrò, spingendo l'autore a costruirci sopra una specie di franchise editoriale, scavando e riscavando, con lo stile di un buon giornalista, per suscitare sdegno ed emozione

. Anche in quel caso le dita si spellano ogni 23 aprile per ricordare chi fu ucciso dopo il 25 aprile, e si continua fino al 2-3 maggio, poi si torna a scrivere dei nazisti ucraini.

Quanta fatica sprecata. Voglio dire: bastava leggere Pavone ("Una guerra civile") o ricerche di storia locale disponibili da anni - e che Pansa collazionò - per avere contezza delle ingiustizie che vi furono e degli innocenti che furono uccisi. Ripeto: le ingiustizie si verificarono. Innocenti furono uccisi.

La pacificazione non passa attraverso la criminalizzazione di chi fece queste azioni, sempre reazione a collaborazionismo e a precedenti violenze e soprusi, ma dal capire perché queste azioni avvennero.

La stessa rabbia e indignazione di chi oggi sta davanti a una tastiera e pensa di avere capito tutto sul giusto e lo sbagliato del 1945, dovrebbe essere immaginata nelle mani di un uomo e di una donna del 1945 che finalmente potevano sfogarla dopo anni di repressione e di atrocità.

Si chiede la comprensione per chi si pose dalla parte dei nazisti e del loro delirio omicida nel 1943 ma si condanna senza appello chi volle pareggiare i conti appena ne ebbe l'occasione.

Non è un po' avere una eccessiva fiducia nella ragionevolezza umana in un periodo irragionevole?

* Docente universitario di Storia delle relazioni internazionali


per approfondire...

Dossier diritti

_____
NB: I CONTENUTI DEL SITO POSSONO ESSERE PRELEVATI
CITANDO L'AUTORE E LINKANDO
www.osservatoriosullalegalita.org

°
avviso legale