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L'Africa non può riporre fiducia nei politici francesi
di Laurent Luboya
De Villepin su X: "Il Sahel non emergerà né dal collasso istituzionale, né dalla frammentazione della sicurezza, né dalla concorrenza di influenze straniere senza un profondo sconvolgimento politico. La lotta al terrorismo è essenziale. Non basterà senza uno Stato legittimo, senza un’amministrazione rispettata, senza giustizia, senza scuole, senza orizzonti per i giovani.".
Dominique de Villepin dovrebbe spiegarci anche come si può costruire un paese sistematicamente destabilizzato dall'esterno.
Ma sfugge a questo "campione" della politica francese che la Francia ha, nel tempo, destabilizzato molte delle sue ex colonie per evitare la loro vera autodeterminazione?
Ignora che il terrorismo in Africa è, almeno in parte, legato a dinamiche e interventi internazionali, in cui sono coinvolte anche potenze straniere come Francia e Stati Uniti?
Ma è davvero un segreto di Pulcinella che sembra essere l'unico a non sapere?
Sta fingendo di ignorare i tanti capi di stato africani non allineati, uccisi o evitati dai colpi di stato, spesso con il sostegno o la complicità di attori esterni?
Come può un paese svilupparsi sotto la dittatura della Banca Mondiale e dei programmi di adeguamento strutturale del FMI?
L'intervento di Villepin conferma che noi africani non dobbiamo riporre cieca fiducia su nessun politico francese, o occidentale in generale.
Dobbiamo invece sviluppare la nostra narrazione, basata sulla visione che abbiamo per gestire gli affari mondiali.
 
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