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29 aprile 2026
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Bambini uccisi, mutilati e dispersi: Mila, tre anni
di Emma Buonvino

Mila Abbas Zayat aveva tre anni.

Tre anni: un’età in cui il mondo è ancora fatto di cose semplici, di fiducia, di mani da stringere senza paura. Non conosceva la guerra. Non conosceva i confini, le strategie militari o le alleanze geopolitiche. Conosceva sua madre. Conosceva il calore. Conosceva cosa significa sentirsi al sicuro.

Oggi, Mila è morta. La sua morte non è un caso isolato. È parte di una realtà documentata che si sta consumando nella Striscia di Gaza.

Secondo i dati del Ministero della Salute di Gaza, ritenuti in larga parte credibili da organismi internazionali, dall’ottobre 2023 migliaia di bambini sono stati uccisi nel contesto delle operazioni militari israeliane.

Le stime più recenti indicano: oltre 13.000 bambini morti, decine di migliaia di bambini feriti, migliaia ancora dispersi sotto le macerie e hanno più volte descritto Gaza come uno dei luoghi più pericolosi al mondo per un bambino. Non si tratta solo di numeri. Si tratta di vite interrotte prima ancora di poter cominciare.

Le operazioni condotte dalle IDF sono state oggetto di forti critiche da parte di organizzazioni indipendenti che e hanno documentato attacchi su aree densamente popolate e infrastrutture civili, sollevando interrogativi seri su possibili violazioni del diritto internazionale umanitario, in particolare dei principi di distinzione tra civili e combattenti e di proporzionalità nell’uso della forza.

La CPI ha inoltre riconosciuto il rischio plausibile di gravi violazioni contro la popolazione civile palestinese, ordinando misure urgenti per la sua protezione.

In questo contesto, la morte di Mila non può essere ridotta a un semplice “effetto collaterale”. È il risultato di un conflitto in cui i civili — e soprattutto i bambini — stanno pagando il prezzo più alto.

Se Mila fosse nata altrove, il suo nome sarebbe ovunque. La sua storia aprirebbe telegiornali, riempirebbe le prime pagine, mobiliterebbe coscienze.
Qui rischia di perdersi.
Ma ogni bambino ha lo stesso valore.

Mila Abbas Zayat non era un numero.
Era una bambina.
E avrebbe dovuto vivere.

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Fonti e riferimenti essenziali:
(OCHA, rapporti sulla situazione umanitaria a Gaza)
(dati sui minori colpiti nei conflitti)
(report su mortalità infantile a Gaza)
(documentazione sugli attacchi contro civili)
(analisi sulle violazioni del diritto internazionale)
(ordinanze 2024 sulle misure provvisorie)

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