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Guerra all’Iran: spettro della morte attraversa spazio e territorio nazionale
di Antonio Mazzeo
La guerra alle porte di casa o in ogni casa degli italiani?
E’ davvero estraneo e distante dal nostro paese il conflitto contro l’Iran scatenato da Stati Uniti d’America ed Israele e che ha incendiato l’intero scacchiere mediorientale?
Sì a sentire il governo Meloni e il presidente della Repubblica Mattarella.
Proprio per niente se guardiamo invece alla presenza di reparti militari italiani nelle innumerevoli basi del Golfo Persico e dell’Africa orientale.
Prima del 24 febbraio 2026 ne avevamo in Kuwait, Iraq, Bahrein, Qatar, Libano, Gibuti, Somalia; e schieriamo pure due unità navali tra il Mar Rosso e l’Oceano indiano con le flotte Ue anti-pirati e anti-Teheran.
Ancora più evidente il coinvolgimento dell’Italia negli attacchi Usa-Israele se guardiamo al ruolo assunto da alcune delle principali installazioni NATO e/o a stelle e strisce “ospitate” da Nord a Sud.
Ad esempio la base aerea di Aviano (Pordenone) dove ha sede uno dei depositi con le testate nucleari tattiche di nuova generazione B61-12, in dotazione all’US Air Force: da quando è scoppiato il conflitto nel Golfo, da Aviano operano gli aerei cisterna per il rifornimento in volo dei caccia a lungo raggio impiegati per bombardare in Iran.
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