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Iran a Mosca esalta propria resilienza
di Leandro Leggeri
Nel pieno della guerra con Stati Uniti e Israele, l’Iran rilancia la propria narrativa di resilienza e tenuta interna.
Durante un incontro a San Pietroburgo con il presidente russo Vladimir Putin, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito la Repubblica Islamica “stabile e solida”, sottolineando come il conflitto abbia reso evidente “la vera potenza dell’Iran”.
Secondo quanto riportato dai media statali russi e rilanciato da AFP, Araghchi ha affermato che la guerra in corso ha chiarito la capacità del sistema iraniano di resistere alla pressione militare e politica esercitata da Washington e Tel Aviv. Un messaggio rivolto tanto all’esterno quanto all’interno, volto a rafforzare l’immagine di continuità istituzionale nonostante l’intensità del confronto.
Nel colloquio, il capo della diplomazia iraniana ha inoltre ribadito il ruolo della Russia come partner strategico, evidenziando come Mosca “sia rimasta al fianco dell’Iran” durante il conflitto. Un passaggio che conferma il consolidamento dell’asse tra i due paesi, già evidente sul piano energetico, militare e diplomatico, e ora ulteriormente rafforzato dalla guerra.
L’incontro si inserisce in un quadro più ampio in cui Teheran cerca di trasformare il confronto militare in un vantaggio politico, dimostrando capacità di resistenza e costruendo alleanze che possano compensare l’isolamento occidentale.
In questo contesto, il sostegno russo non è solo simbolico, ma rappresenta un elemento chiave nella tenuta strategica della Repubblica Islamica.
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