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La brigata ebraica era anche arabo-palestinese
di Mario Di Primio
E' appena passata la festa della Liberazione e ancora una volta si è cercato di strumentalizzare la manifestazione di Milano utilizzando i falsi eroi della Brigata ebraica come mezzo per attizzare il fuoco dell'antisemitismo.
Solo che questa volta la Questura con la collaborazione dell'Anpi è riuscita a evitare scontri e contestazioni virulente reciproche e i servi dell'Hasbara sono comparsi nella loro reale veste di provocatori e non camuffati da vittime come negli anni precedenti.
Tante menzogne sono state pronunciate sulla brigata ebraica, ma una recente inchiesta di Haaretz, basata sugli studi di uno storico arabo hanno restituito alla verità la natura del corpo militare resuscitato dalla Comunità ebraica nazionale solo per fini di propaganda nel 2025, in realtà sorto dalle tre compagnie che assieme a 12.000 palestinesi avevano costituito l' ossatura ben più robusta e determinata del Palestine Regiment.
Questa formazione militare è stato un modello di convivenza tra arabi e ebrei, tutti provenienti dalla Palestina, reclutati dagli inglesi sotto il mandato britannico come corpo integrato nelle truppe di sua maestà per combattere il nazifascismo. In particolare abbiamo le cifre dei soldati arabi che si immolarono in ben 500 nella lotta al nazifascismo.
La Brigata ebraica nacque solo molto più tardi durante i mesi finali del conflitto mondiale per decisione dello stato Maggiore Sionista che decise di ritirare le compagnie ebraiche per costituire la Brigata ebraica.
Questa combatté solo per due mesi in Italia quando ormai era segnata la fine del nazifascismo e apparve subito, primi gli inglesi, che lo scopo della Brigata non era di contrastare il nazifascismo ma di preparare una élite militare abituata alla guerra da poter impiegare sul piano tanto bellico quanto organizzativo nell'ormai imminente conflitto con il modo arabo.
Se poi si pensa che nel 1946 la Brigata fu sciolta e i suoi appartenenti assorbiti nelle milizie Israeliane si deve per forza di cose anche ritenere che parteciparono nei fatti sotto il nuovo unitario comando militare alla pulizia etnica di 750.000 palestinesi provocando la Nakba.
Tuttavia sono altri i dati che stupiscono, che rivelano come le narrazioni di questi decenni siano state manipolate dalla Hasbara, e che restituiscono verità a lungo negate.
Emerge in particolare che una fetta rilevante della società palestinese, da cui tra l' altro provenivano i combattenti arabo-palestinesi, era tutt'altro che vicina ai Nazifascisti europei come il Likud e l'Hasbara ci hanno fatto credere per decenni a causa delle iniziative del Gran Mufti di Gerusalemme che poi in realtà interessarono soprattutto i bosniaci musulmani, non avendo grande presa e tanto meno rappresentanza in Terra Santa.
La società palestinese era estremamente composita; ad esempio negli anni 30 fu indetto un Consiglio Nazionale delle donne palestinesi che rivela uno spaccato poco noto della emancipazione del gentil sesso nel mondo arabo, guidata soprattutto dalle élite cristiano borghesi.
Il fatto poi che anche 150 donne palestinesi parteciparono a questa formazione, sia pur come ausiliarie, sarebbe già sufficiente a sfatare il mito negativo costruito dalla propaganda israeliana secondo cui la società palestinese era arretrata patriarcale e misogina.
Comunque dopo le ultime polemiche alimentate dalla Brigata ebraica con narrazioni smontate dai filmati e dalle testimonianze anche di ebrei (come quelli del Laboratorio per la pace) suggerirei di di preparare una brigata palestinese commemorativa del Palestine Regiment condivisa da arabi e ebrei di terra santa da far sfilare il prossimo anno. La storia è sempre l'ultimo vero giudice.
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