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28 aprile 2026
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Il gioco delle tre carte sulla pelle dei palestinesi
di Andrea Battantier *

IL METODO MEGHNAGI (Invertire vittime e carnefici, fino a far venire il mal di testa anche alla logica elementare)

Walker Meghnagi difende il governo di Israele, continuando il gioco delle 3 carte: antisionismo, antisemitismo, genocidio.

Ha dichiarato che l'ANPI ha organizzato un "colpo di stato" e che denuncerà tutto e tutti per antisemitismo.

Meghnagi è vicinissimo a Fratelli d'Italia, è grande amico di La Russa. Ha detto che se al governo ci fossero Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni "a noi ebrei sparerebbero in strada". Ha detto che il PD è pieno di antisemiti, che Majorino è "portatore di antisemitismo viscerale". Ha detto che Giuseppe Conte "deve studiare, leggere qualche libro" e che gli farebbe lezioni gratis. Ha detto che se i dem non difendono gli ebrei vivi, allora evitino di commemorare quelli morti.

Il 27 gennaio non li vuole. Ma la Memoria è di tutti.

Ha attaccato Papa Francesco: "ci considera invasori, ha sdoganato il genocidio". Il Papa! Quello che parla di pace, misericordia, bambini massacrati. Secondo lui ha sbagliato. Forse dovrebbe fargli anche a lui qualche lezione. Ha detto che i politici del centrosinistra "sono i colpevoli di ciò che può accadere di brutto a un ebreo in Italia".

Se succede qualcosa, la colpa di chi bombarda Gaza. Di chi spara sui bambini. La colpa non è di chi protesta.

Questo è il suo metodo: invertire vittime e carnefici, fino a far venire il mal di testa anche alla logica elementare.

Poi il capolavoro: "Faccio appello a tutti a smetterla di usare parole malate come 'genocidio'. Sono parole che eccitano gli animi".

Genocidio è una parola malata? Allora la Corte Internazionale di Giustizia è un ospedale psichiatrico. Le Nazioni Unite sono un manicomio. Le ONG che documentano fosse comuni sono allucinazioni collettive. Tutti matti tranne Walker.

"Non c'è stato nessun genocidio: è una guerra", hai detto l'8 ottobre 2025.

Una guerra. Come se sparare a donne incinte, distruggere ospedali e scuole, affamare due milioni di persone fosse una normale "operazione militare".

Come se 70 mila morti (20 mila bambini) fossero "effetti collaterali". Come se il mondo non vedesse i video, le foto, i corpi straziati.

Eccolo qui il vostro gioco, signori difensori del governo israeliano. Prendete la legittima critica a uno Stato che sta commettendo crimini contro l'umanità e la trasformate magicamente in odio contro gli ebrei.

Antisionismo? No, antisemitismo! Criticare Netanyahu? No, odiare il popolo ebraico! È un trucco vecchio come la politica, ma voi lo recitate come fosse una scoperta geniale. È la sindrome dell'imperatore nudo: tutti vedono la verità, ma voi gridate al complotto.

Avete paura che la gente capisca la differenza tra ebrei e governo israeliano.

Paura che milioni di ebrei nel mondo (quelli veri, come dici tu) scendano in piazza gridando "Not in our name".

Paura che le nuove generazioni, cresciute senza i sensi di colpa del passato, guardino le immagini di Gaza e dicano semplicemente: questo è male. Questo va fermato.

E allora alzate muri di parole. Inventate nemici immaginari. Urlate "antisemita!" come una maledizione magica che dovrebbe zittire tutti. Ma non funziona.

L'incantesimo è rotto. La gente ha occhi, orecchie, cuore.

Basta utilizzare la stella di David come scudo per coprire i bombardamenti a tappeto.

Gli ebrei italiani, che sono cittadini italiani, dovrebbero scendere in piazza con lo striscione "condanniamo Netanyahu".

Allora sì che vedreste milioni di italiani accanto a voi. Invece no: voi preferite sventolare bandiere israeliane mentre piovono bombe su Gaza.

* Psicologo, componente del Comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio.

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