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27 aprile 2026
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Emirati sotto accusa per massacro in Darfur
di Leandro Leggeri

MERCENARI COLOMBIANI E DRONI: ACCUSE AGLI EMIRATI PER IL MASSACRO IN DARFUR

Un’inchiesta rilanciata dalla BBC accusa gli Emirati Arabi Uniti di aver sostenuto direttamente le forze paramilitari sudanesi RSF (Rapid Support Forces) attraverso una rete di mercenari colombiani, contribuendo alle atrocità commesse nella città di El-Fasher, nel Darfur.

Secondo il rapporto del Conflict Insights Group (CIG), oltre 50 mercenari sarebbero stati tracciati tramite dati dei loro telefoni cellulari tra il 2025 e l’inizio del 2026, confermandone la presenza nei territori controllati dalle RSF.

I dati indicano spostamenti da basi negli Emirati — in particolare ad Abu Dhabi — verso il Sudan, con arrivo nei centri operativi delle RSF come Nyala e infine El-Fasher, teatro di un assedio durato 18 mesi e culminato nella caduta della città nell’ottobre 2025.

Il ruolo dei mercenari sarebbe stato tutt’altro che marginale: operatori di droni, artiglieri e istruttori militari inseriti in una brigata denominata “Desert Wolves”, guidata da un ex colonnello colombiano. Secondo il CIG, proprio le operazioni con droni avrebbero reso possibile la conquista della città e amplificato la portata delle violenze contro la popolazione civile.

Le testimonianze raccolte e le immagini satellitari analizzate da ricercatori indipendenti mostrano scene compatibili con massacri su larga scala. Una missione ONU ha parlato di “indicatori di genocidio” contro le comunità Zaghawa e Fur, mentre fonti sul campo descrivono esecuzioni di civili, famiglie in fuga e migliaia di vittime.

Gli Emirati negano ogni coinvolgimento, respingendo le accuse come infondate. Tuttavia, il rapporto sostiene di aver dimostrato per la prima volta un legame diretto tra Abu Dhabi e le RSF, inserendo questo supporto in una strategia più ampia legata a interessi economici e geopolitici: accesso alle risorse aurifere del Sudan, controllo delle rotte del Mar Rosso e influenza sulle terre agricole.

La guerra civile sudanese, iniziata tre anni fa, ha già provocato una crisi umanitaria devastante, con circa 150.000 morti e oltre 12 milioni di sfollati.

Se confermate, queste rivelazioni aggiungerebbero una dimensione internazionale ancora più marcata al conflitto, trasformandolo sempre più in una guerra per procura.

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