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Definisci bambino al corteo di Milano
di Paolo Mossetti
Convinti di poter godere di intoccabilità politica a tutti i livelli, garantita dagli equilibri del loro stesso partito fino ai grandi giornali, Emanuele Fiano e i "riformisti PD" hanno reputato opportuno sfilare e organizzarsi con la Brigata Ebraica anziché altre formazioni dell'ebraismo pacifista e democratico, meno compromesse con la destra milanese.
Cediamo Fiano, animatore di Sinistra con Israele e da due anni focalizzato a regalare virgolettati ai quotidiani meloniani sulla presunta deriva centrosocialara del PD, coordinarsi con Eyal Mizrahi, uno dei principali animatori della Brigata e già noto alle cronache per quello scioccante «defisci bambino» pronunciato in TV qualche mese fa.
Mizrahi non è un pacato custode della memoria storica: è ex un soldato dell’esercito israeliano che ha combattuto nella prima guerra del Libano, poi passato alle aziende di cybersecurity israeliane, con un ruolo di rappresentanza in Italia, e infine è diventato presidente dell’associazione Amici di Israele.
Alcune pillole del Mizrahi-pensiero:
«non c’è nessuna voglia di ammazzare tutti i palestinesi perché prima di buttare giù i grattacieli, l’esercito avverte».
«è una tragedia non voluta da Israele, ma è tutto nelle mani di Hamas».
«per Israele entrare a Gaza è grave perché moriranno tanti soldati e tanti palestinesi perché è una guerra in cui un’organizzazione terroristica si nasconde dietro i civili»
«i civili pagano il prezzo di questa guerra ma non è una scelta israeliana»
«le esperienze di guerra in tutto il mondo ci dice che ci vogliono anni per capire esattamente il numero di vittime ma a Gaza stranamente ogni giorno c’è la conta dei morti precisa fatta dal ministero di Hamas».
«i morti a Gaza saranno molti meno di quelli dichiarati e non si sa quanti di questi siano civili non coinvolti e quanti terroristi combattenti. In condizioni di guerra è molto difficile fare queste valutazioni».
«l’esercito israeliano a Gaza ha usato gli stessi metodi del Libano e cioè avverte la popolazione delle zone di combattimento, anche in Libano colpisce zone densamente popolate, quindi i numeri sono gli stessi».
Sì, c'è stato qualche avvistamento isolato di bandiere dell'Iran e di Hezbollah al 25 aprile, ma niente a confronto dei doppi standard e dell'accettazione nel mainstream di cui godono Fiano e i provocatori, ottusi e facinorosi con cui sta cercando di sabotare qualsiasi cambiamento su Israele nel principale partito di opposizione.
Qualche giorno addietro Fiano è comparso sulla locandina di un canale filo-israeliano violento e suprematista su Telegram, salvo poi ripensarci e prendersela con gli "hater" che l'avevano fatto notare, senza dare alcuna spiegazione.
Tutto questo non può funzionare più.
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