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26 aprile 2026
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Cortocircuiti destra/sinistra: si è spezzato l'incantesimo liberale?
di Stefano Masson

I gruppi di provocatori liberali con bandiere israeliane, ucraine, statunitensi e dell'Iran dei Pahlavi sono stati cacciati in diverse città dai cortei del 25 Aprile.

I provocatori mettono ora in scena il consueto teatro vittimistico attraverso i megafoni dei media di regime. Tuttavia, il dato di cronaca resta e la simbolicità è forte: è la prima volta!

Dopo decenni di assuefazione alla post-verità, all'inversione orwelliana dei significati, alle prestidigitazioni verbali che ci spossessano del senso delle cose, stiamo forse reagendo collettivamente? Dopo aver toccato il fondo, stiamo timidamente risalendo la china? Mi piace pensarlo.

L'abisso nichilistico, in Italia, lo conosciamo: fu la piazza guerrafondaia di Serra e Calenda (fallita politicamente ma organizzata a puntino), che vide una nutrita schiera di icone della sinistra pronunciare i discorsi più di destra mai osati dal dopoguerra.

Il suprematismo e il razzismo differenzialista sciorinato da Roberto Vecchioni e il piglio dannunziano e le lodi all'Europa guerriera di Antonio Scurati rimarranno scolpiti nella memoria. Ingigantiti, nell'effetto di cortocircuito Destra/Sinistra, dallo smarrito uditorio, composto in massima parte da iscritti all'ANPI e allo SPI-CGIL, tutti con neuroni decisamente silenti.

Prima ancora che una piazza pericolosa, una catastrofe nichilista del senso, un Ragnarok dei significati che preludeva al Ragnarok della guerra. Ieri, in controtendenza a questa quarantennale dinamica liberale di sovvertimento del senso, abbiamo assistito a una reattiva scintilla del principio di adaequatio rei et intellectus: le cose per un attimo sono state nominate e comprese per quel che sono.

Per un attimo, il genocidio e la pulizia etnica hanno smesso di essere "l'unica democrazia del Medio Oriente", al neonazismo è stata tolta la foglia di fico "neokantiana", la "resistenza ucraina" è stata riconosciuta quale guerra NATO alla Russia, l'invocazione delle bombe per la "liberazione delle donne" è tornata ad essere imperialismo USA.

Ce n'est qu'un début?

Sempre che la foia poltronara del campo largo non ci stia preparando una definitiva apocalisse del senso, forse sì.

P.S. Ovviamente, quando l'incantesimo dell'ideologia si spezza, il liberale passa alle vie di fatto.

Quindi, del tutto prevedibilmente, le provocazioni liberali si faranno più fitte e più violente, in coordinamento con compiacenti forze dell'ordine o attraverso la longa manus dell'estrema destra, che il revisionismo liberale ha sdoganato e protetto lungo questi decenni d'egemonia e di slittamento post-democratico del quadro europeo.

Dunque, aspettiamoci vere e proprie incursioni squadristiche, gestite dai proxy neofascisti o "in proprio" (e le recentissime contestazioni al prof. Angelo d'Orsi sono già prossime allo squadrismo).

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