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25 aprile 2026
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Sono pronti a incendiare il mondo
di Rossella Ahmad

Israel Katz, il rumeno che ha sostituito Yoav Gallant - il polacco visivamente tale, diversamente semita fino all'ultima delle sue cellule, affamatore dei bambini di Gaza a partire dall'ottobre 2023 - ha dichiarato che Israele riporterà l'Iran all'età della pietra.

Sono pronti. Attendono l'ok del pagliaccio arancione per partire con le azioni che sanno fare meglio: distruggere, assassinare, depredare, con le spalle coperte dagli alleati di sempre, monarchie del Golfo e governi arabi in primis.

I famosi "nemici" che accerchiano il "piccolo stato indifeso" secondo la propaganda sionista di cui si sono nutriti gli ignari in settanta anni di sangue. Con nemici di tale fatta, il folle progetto del grande Israele dal Sinai all'Iraq è solo questione di tempo.

Mi soffermo innanzitutto su questa frase costantemente ripetuta, come un desiderio da perseguire con voluttà: riportare il paese X all'età della pietra. Come se non esistesse una storia di cui tenere conto ed a cui dare conto. Come fossero nulla i millenni trascorsi, il patrimonio collettivo dell'intera umanità, i siti archeologici, gli archivi, i monumenti. Tralasciando solo per un attimo l'elemento più importante, quello antropico.

Nessun paese al mondo ha mai osato parlare in questi termini. C'è una sorta di rispetto condiviso verso il retaggio storico che è comune anche quando non lo è. Solo due tra essi hanno osato. I senza storia. E ciò apre forse alla motivazione più disturbante che li muove: l'invidia per la storia altrui, la gelosia per il radicamento di ciascun popolo nella sua terra, la vergogna assoluta di uno stanziamento ottenuto attraverso la distruzione dei popoli indigeni.

Sarà una mia particolare sensibilità, ma dietro l'immagine di ogni americano - gente ordinaria, intendo - riesco ad intravvedere sempre quella, solenne e struggente, del pellerossa che esprime il suo lutto in un pianto silenzioso, chiedendo che il cielo cada su di di lui.

Voglio poi soffermarmi sulla figura del rumeno Katz. Ne ho già parlato in diverse occasioni, ma repetita iuvant.

Membro del Likud, il partito che ha avuto alla sua guida più serial killers di qualunque altro (da Wolfowich/Begin a Jaziernicki/Shamir a Mileikowsky/Netanyahu, passando per Ariel Scheinerman/Sharon.), è noto per aver proposto di allargare il numero delle colonie ebraiche nelle Alture del Golan, territorio siriano occupato, e per le consuete accuse di frode e concussione che sono il filo rosso che lega quasi tutti i politici israeliani.

Più interessante: è riuscito a fare in modo che le insegne stradali della Palestina occupata fossero sostituite con nuovi dispositivi in modo che tutti i nomi che compaiono su di essi in inglese e arabo fossero una traslitterazione diretta dei loro nomi ebraici.

Inoltre ha consentito, nel momento in cui era ministro dei trasporti, a che gli autobus portassero cartelli con istruzioni per la segregazione di genere all'interno dei mezzi pubblici su indicazione degli ultraortodossi Haredim.

A proposito di questa pratica segregazionista: ufficialmente e' stata abolita nel 2011, ma nella pratica molti sono i bus che rifiutano di prendere donne a bordo a meno che esse non accettino di sedere posteriormente. Numerosi sono i casi di molestie e di vere e proprie aggressioni fisiche come testimonia un articolo del 2023 di The Jewish Independent.

Questa gente è pronta ad incendiare il mondo. Mi auguro che i militari americani prendano provvedimenti tempestivi prima che il salto nel buio divenga irreversibile.

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