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23 aprile 2026
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La democrazia va curata
di Marinella Puleo

Il 25 Aprile ha smesso di essere soltanto una data sui libri di storia per trasformarsi in uno specchio. Riflette le tensioni del nostro Paese e i sussulti di un mondo in crisi, ricordandoci una verità scomoda: la democrazia non è mai un fatto acquisito.

In Italia, il significato di questa ricorrenza sta mutando profondamente. L’antifascismo, che per decenni ha rappresentato il terreno comune e il "minimo comune denominatore" della nostra Repubblica, viene oggi spesso declassato a "ideologia di parte".

È il segno di una polarizzazione crescente, dove anche i valori fondanti diventano terreno di scontro politico anziché pilastri condivisi.

Eppure, il 25 Aprile continua a parlarci con forza del ripudio della guerra. Ci spinge a misurare le scelte politiche odierne con il metro dei principi costituzionali, specialmente mentre l’orizzonte internazionale è oscurato dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente.

Non è un caso che, negli ultimi anni, le piazze della Liberazione siano diventate teatro di tensioni legate a crisi globali, come quella palestinese, segno che la lotta per la libertà non conosce confini temporali o geografici.

Oltre i nostri confini, il panorama non è meno inquietante. Viviamo una fase di nazionalismi di ritorno e retoriche aggressive. Leader globali usano linguaggi duri che mettono sotto pressione i sistemi democratici, mentre le crisi umanitarie rendono evidente quanto siano fragili la pace e i diritti civili.

L’analisi è una: la democrazia non si mantiene da sola. Non è un meccanismo automatico ma un organismo vivo che richiede cura, partecipazione e, soprattutto, una costante vigilanza civile.

Oggi più che mai, celebrare questa data significa guardare il presente senza illusioni. Dobbiamo avere il coraggio di riconoscere le fratture, le paure e i rischi che attraversano la nostra società.

Il sacrificio di chi ha lottato, il rigore della Costituzione, l'impegno per la pace non sono garantiti per sempre. Sono un’eredità che va difesa e riconquistata ogni giorno, attraverso le nostre scelte e la nostra responsabilità.

Perché la libertà non è uno stato di natura, ma una conquista continua.

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