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22 aprile 2026
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Israele e Cipro uniti contro la Turchia
di Giacomo Gabellini

Rispetto al conflitto scatenato dalla coalizione israelo-statunitense contro l’Iran, Cipro ha giocato un ruolo marginale. L’isola è salita agli onori della cronaca all’inizio di marzo, quando droni iraniani avrebbero preso di mira la locale base militare britannica di Akrotiri.

L’evento, mai chiarito a fondo, non ha prodotto alcun esito concreto. In compenso, però, Cipro è diventata meta privilegiata di flussi migratori israeliani già da prima che i gruppi della resistenza palestinese sferrassero l’Operazione al-Aqsa Flood.

I cospicui investimenti immobiliari hanno aperto la strada al trasferimento in pianta stabile di oltre 15.000 cittadini israeliani, i quali hanno costruito nell’isola insediamenti autosufficienti quasi completamente separati dal resto della comunità locale.

«Israele ci sta occupando», ha dichiarato nel luglio dello scorso anno il segretario generale del partito Akel Stefanos Stefanou, aggiungendo che «acquistano lotti di terra per costruire insediamenti. Quelle non sono case vacanze, ma terreni per realizzare ghetti israeliani. Stiamo perdendo il controllo del nostro Paese, mentre loro acquistano illegalmente porzioni di territorio in aree sensibili, mettendo a rischio la sicurezza nazionale».

I rilievi di Stefanou si riferivano soprattutto alle città di Pyla e Larnaca, situate a ridosso della linea di cessate il fuoco con la zona turco-cipriota e delle basi militari della Royal Air Force di Akrotiri e Dhekelia, di cui la Gran Bretagna si è sistematicamente servita per assicurare sostegno logistico alle operazioni dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza.

Nel corso dei mesi, sotto la guida del presidente Nikos Christodoulides, Cipro si è affermata come componente cruciale del “triangolo strategico” costituito assieme a Grecia e Israele in funzione di contenimento della Turchia, che occupa a tutt’oggi il 40% dell’isola.

Sul tema si è ampiamente soffermato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, secondo cui «la creazione di un’alleanza militare tra Grecia, Cipro e Israele rappresenta una chiara minaccia per la Turchia e altri Paesi della regione».

Si tratta, ha precisato Fidan, di «un’alleanza che costituisce fonte di preoccupazione non solo per la Turchia, ma anche per altri Paesi musulmani della regione».

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