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L'Italia non ha mai smesso di fornire parti di armi a Israele
di
Domenico Cortese
Due giorni fa Italia e Germania si sono opposte alla sospensione dell'accordo tra Unione Europea e Israele, e alle sanzioni ai coloni e ai ministri israeliani.
Possiamo dire che il nostro governo e quello tedesco hanno onorato il carattere di associazione a delinquere dell'Unione Europea, che a fronte di 75mila persone innocenti massacrate da Israele non ha mai avuto il coraggio di alzare un dito per scoraggiare o danneggiare Tel Aviv, perché in contrasto con gli interessi dei propri capitali (mentre, con grande ipocrisia, da anni vengono sanzionate Russia, Iran e addirittura Cuba).
I rapporti con i coloni israeliani, vere organizzazioni paramilitari fasciste che sottraggono la terra ai palestinesi, sono l'elemento più indifendibile.
Le stime indicano che l'UE importa circa 230-300 milioni di euro di merci all'anno solo dagli insediamenti israeliani e si stima che l'UE importi dalle colonie israeliane circa 15 volte di più rispetto a quanto importa direttamente dai produttori palestinesi, nonostante i coloni siano un numero inferiore rispetto alla popolazione palestinese nella stessa area.
L'Italia, da parte sua, non ha mai smesso di fornire armi a Israele. Nonostante la sospensione del rilascio di nuove licenze di esportazione di armi verso Israele decisa dal governo italiano dopo il 7 ottobre 2023, le licenze precedenti sono state onorate.
Rapporti di Altreconomia e Rete Pace Disarmo indicano che l'Italia ha continuato a esportare componenti militari (es. spolette) anche nel 2024, con un valore di circa 5,2 milioni di euro per "armi e munizioni" nel 2024.
Il nostro governo e l'Unione Europea sono complici di un genocidio e continueranno ad esserlo, mentre l'attenzione su Gaza è drasticamente calata.
Come fu durante l'occupazione nazifascista in Italia, l'unico modo che ha il popolo del nostro Paese per uscire dignitosamente da questa situazione è riprendere le sollevazioni che sono state interrotte a ottobre dalla falsa tregua.
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