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25 aprile e solidarietà con i resistenti di oggi
di
Rita Newton
Il 25 aprile sarà difficile intonare Bella Ciao senza rivolgere un pensiero ai palestinesi i cui territori sono occupati e che organizzano la resistenza ma per questo sono chiamati terroristi.
Cui è impedito di pregare in pace nei loro luoghi di culto ed autodeterminarsi politicamente e non.
Che vengono arrestati a centinaia, subiscono esecuzioni illegali sul posto, anche se ragazzini, e vengono ammazzati in misura di 10 a 1 come succedeva con i nazisti.
Il 25 aprile sarà difficile intonare Bella Ciao senza rivolgere un pensiero a loro e a tutti gli altri stati invasi, anche senza voler andare al 2003 (Iraq) o ad altre invasioni illegali in base al diritto internazionale, iniziate con pretesti o bugie e continuate nonostante la condanna dell'ONU, che si sono ufficialmente concluse ma ancora producono effetti.
Anche se secondo alcuni le dovremmo lasciare sepolte nei meandri della storia, quando non negare o falsificare...
E il 25 aprile sarà difficile dimenticare che la solidarietà (concreta, non solo a parole) con gli invasi da molti anni ormai dipende da chi è l'invasore o da quali risorse ci sono nel sottosuolo del paese invaso.
Quindi non è attuata come principio ma per meri calcoli geopolitici ed economici. Per questo tale solidarietà armata viene portata avanti da costoro a costo di stuprare la verità ogni giorno - sui giornali e nei discorsi dei politici - e di tradire con paragoni impossibili lo spirito dei nostri resistenti.
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