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Jared Kushner: un enorme conflitto d'interessi
di Rico Guillermo
Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha assunto un ruolo diplomatico centrale nei negoziati con l’Iran, pur mantenendo ampi legami finanziari con l’Arabia Saudita.
La sovrapposizione tra responsabilità pubbliche e interessi finanziari privati ha sollevato preoccupazioni tra legislatori e analisti, soprattutto data la portata dei rapporti d’affari di Kushner con il governo saudita.
Al centro della questione c’è se un individuo impegnato nella diplomazia di alto livello possa mantenere contemporaneamente rapporti finanziari con uno stato estero coinvolto nella stessa arena geopolitica.
Nel 2021, la società di private equity di Kushner, Affinity Partners, si è assicurata un investimento di 2 miliardi di dollari dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il Fondo per gli investimenti pubblici.
Parlamentari statunitensi tra cui Ron Wyden e Robert Garcia hanno affermato che Kushner da allora ha ricevuto più di 110 milioni di dollari in commissioni di gestione legate a tale investimento.
I rapporti indicano anche che Kushner ha cercato finanziamenti aggiuntivi da fonti saudite, anche se partecipa agli sforzi diplomatici che coinvolgono l’Iran, sollevando ulteriori domande sulla sovrapposizione di interessi.
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, che sovrintende al Fondo per gli investimenti pubblici, è stato una figura centrale nel plasmare la politica regionale saudita, compresa la sua posizione sui conflitti regionali.
Un’analisi di Popular Information ha rilevato che i principali media statunitensi non sono riusciti in gran parte a evidenziare i collegamenti finanziari di Kushner nei loro resoconti sul suo ruolo diplomatico.
Dei 202 articoli pubblicati tra la fine di febbraio e la metà di aprile che facevano riferimento al coinvolgimento di Kushner nella diplomazia legata all’Iran, solo sei menzionavano i suoi legami finanziari con l’Arabia Saudita.
La maggior parte della copertura mediatica, tra cui il Wall Street Journal, l’Associated Press, la CNN e il New York Post, non ha affrontato la questione.
Anche nei casi in cui i mezzi di informazione avevano precedentemente riferito dei rapporti d’affari di Kushner, tali dettagli erano spesso assenti dalla copertura delle sue attività diplomatiche.
La questione ha ora attirato l’attenzione formale del Congresso. Jamie Raskin, membro di spicco della Commissione Giustizia della Camera, ha avviato un’indagine sulle attività di Kushner.
In una lettera datata 16 aprile, Raskin ha scritto che il doppio ruolo di Kushner crea “un evidente e incurabile conflitto di interessi”, sostenendo che i legami finanziari con l’Arabia Saudita potrebbero influenzare il processo decisionale in questioni di guerra e diplomazia.
Raskin ha inoltre avvertito che tali accordi rischiano “ulteriori danni ai militari americani” e potrebbero approfondire i coinvolgimenti militari, avvantaggiando nel contempo i sostenitori finanziari esterni.
L’indagine cerca un’ampia documentazione, comprese le comunicazioni con funzionari sauditi e le interazioni con la Casa Bianca riguardo al ruolo governativo di Kushner.
Se le dinamiche politiche nel Congresso dovessero cambiare, l’indagine potrebbe espandersi, coinvolgendo potenzialmente i poteri di citazione in giudizio.
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