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20 aprile 2026
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Israele: media ammettono legame fra Libano e negoziati USA-Iran
di Mauro W. Giannini

I media israeliani hanno riconosciuto che il cessate il fuoco in Libano è direttamente legato ai negoziati in corso tra Teheran e Washington, sottolineando l’influenza dell’Iran sui desideri politici statunitensi e israeliani nell’Asia occidentale.

Secondo Channel 12, i funzionari iraniani sono stati “sinceri nel dire che il cessate il fuoco in Libano è legato ai negoziati iraniano-americani”. L’ammissione riflette un crescente riconoscimento all’interno di “Israele” del quadro geopolitico più ampio che modella la tregua.

Nonostante questo riconoscimento, Israele ha ufficialmente cercato di presentare un’altra narrazione. Lo stesso rapporto rileva che le autorità stanno tentando di “aggirare l’amara verità” suggerendo che il cessate il fuoco sia il risultato degli sforzi per stabilire una comunicazione tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun.

Questo cambiamento narrativo sembra mirato a minimizzare il ruolo dell’Iran e la sua posizione negoziale, descrivendo invece il cessate il fuoco come un risultato diplomatico localizzato.

I funzionari iraniani hanno costantemente sostenuto che il cessate il fuoco in Libano è parte di un accordo regionale più ampio. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che la tregua "fa parte dell'accordo di cessate il fuoco tra la Repubblica islamica dell'Iran e gli Stati Uniti".

Ha inoltre sottolineato che Teheran ha chiesto un cessate il fuoco simultaneo in tutta la regione, compreso il Libano, riflettendo un approccio globale alla riduzione della tensione.

Il Libano è stato esplicitamente incluso nel cessate il fuoco iniziale tra la coalizione congiunta USA-Israele e l’Iran, con le autorità statunitensi che hanno riferito ai media che sia il presidente americano Donald Trump che i funzionari israeliani hanno concordato la cessazione delle ostilità in Libano.

Tuttavia, Tel Aviv si è rapidamente separata dal cessate il fuoco lanciando un'ondata di attacchi aerei mortali in tutto il Libano, con i critici che hanno affermato che questo era il tentativo di "Israele" di vendicarsi dell'umiliazione che hanno dovuto affrontare mentre affrontavano Hezbollah al confine.

L’accordo di cessate il fuoco in Libano è entrato in vigore nella notte di giovedì 17 aprile, stabilendo una tregua di 10 giorni volta a fermare le ostilità.

La tempistica dell’accordo si allinea strettamente con l’intensificato impegno diplomatico tra Teheran e Washington, rafforzando l’affermazione secondo cui gli sviluppi sono interconnessi piuttosto che isolati.

L’Iran ha sfruttato la sua posizione in vista dei recenti colloqui con gli Stati Uniti. Prima dei negoziati svoltisi in Pakistan, Teheran ha segnalato la sua posizione attraverso alti funzionari, principalmente il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha avvertito che l’Iran potrebbe astenersi dai negoziati a meno che non venga dichiarato un cessate il fuoco in Libano.

Questo approccio condizionato sembra aver rimodellato l’ambiente negoziale, collegando direttamente la riduzione della tensione regionale al progresso diplomatico.

I media israeliani hanno sempre più riconosciuto le implicazioni di questi sviluppi. Dopo l’annuncio del cessate il fuoco, i resoconti dei media hanno sottolineato la capacità dell’Iran di imporre le sue condizioni sia a Trump che a Netanyahu.

In questo contesto, Haaretz ha riferito che la sequenza di eventi che hanno portato ai negoziati alla fine ha portato a “piegare il braccio di Israele”, evidenziando la pressione esercitata attraverso strategie diplomatiche e regionali coordinate.

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