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Il meno peggio
di Armando Reggio
Giusto perché in Europa si sappia sin da subito, il neovincitore ungherese Peter Magyar ha annunciato che, quale primo atto politico, riceverà Benjamin Netanyahu.
I nostri giornalini ne tacciono.
Riecheggiano ancora l'entusiasmo dei giovani, la scorsa domenica nelle vie di Budapest, sulle note di 'Bella ciao'.
Ingenui quei ragazzi, che in tanti impugnavano la bandiera della Palestina.
La loro gioia di liberazione è già ignobilmente sedata dal reazionario sionista.
È un uomo europeista - abbiamo sentito propagandare -: restituirà all'Ungheria il ruolo di legittimo interlocutore.
È un fatto: quest'invito è un'evidente provocazione alla Corte Penale Internazionale dell'Aia, che ricerca il genocida per crimini di guerra e contro l'umanità.
L'Ungheria volta pagina: certo, Magyar, un anno dopo il suo (ex?) mentore Orban, riceverà l'amico criminale!
Chissà cosa s'inventeranno Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli, che domenica sera esultavamo alla "fine del tempo delle destre"!
E cosa replicheranno alle destre, che - come biasimarle? - li deridono per il loro ridicolo entusiasmo?
Ma non finisce qua, a proposito di strizzata d'occhio al sionismo:
il sindaco 'progressista' di Milano, Beppe Sala, sentito il collega Ron Huldai di Tel Aviv, ieri ha confermato il gemellaggio fra le due città.
Il PD - in passato con Sala - e i Verdi - da sempre ostili - in Consiglio Comunale se ne sono fermamente risentiti: i loro dirigenti nazionali disinvoltamente concorderanno!
Possibile che la nostra 'sinistra' non abbia imparato che ovunque le destre, alternandosi, non fanno che peggiorare?
Per quanto ancora dovremo ancora scegliere il meno peggio?
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